Uccise il figlio a coltellate: riconosciuta l’esasperazione, condanna a 9 anni e 4 mesi

La Corte ha riconosciuto a Corna attenuanti significative, tra cui l’incensuratezza, la collaborazione durante le indagini e il risarcimento di 40mila euro al nipote, figlio di Giambattista

Paolo Corna, 77 anni, è stato condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione per l’omicidio del figlio Giambattista, accoltellato il 3 settembre 2023 a Bottanuco. La Corte d’Assise ha riconosciuto l’attenuante della provocazione per accumulo, maturata in un contesto di esasperazione e sofferenza familiare.

Un contesto di esasperazione e solitudine

Secondo i giudici, il delitto si è consumato in una situazione di “rancore accumulato negli anni” e fragilità emotiva tipica dell’età avanzata, che ha caratterizzato la vita dei genitori di Giambattista, alle prese da anni con i problemi del figlio. Quest’ultimo aveva un passato segnato da dipendenze da alcol e droga, che avevano generato tensioni e maltrattamenti anche all’interno del nucleo familiare.

Giambattista, soprannominato Titta, aveva iniziato a bere a 14 anni e fatto uso di droghe pesanti tra i 17 e i 32 anni. Nonostante un periodo di disintossicazione e una parziale ripresa, i suoi problemi erano tornati a manifestarsi,portando a episodi di violenza domestica e difficoltà relazionali.

La tragedia del 3 settembre

La mattina del delitto, Giambattista aveva chiesto denaro al padre per andare al bar, ma il rifiuto di Paolo Corna aveva scatenato una lite. Dopo un primo intervento dei carabinieri, che avevano trovato Titta addormentato, il 54enne si era risvegliato e aveva nuovamente richiesto soldi, arrivando ad aggredire fisicamente i genitori. In un momento di esasperazione, Paolo Corna lo ha colpito con un coltello, prima alla gamba e poi all’addome, provocando la morte del figlio.

Le motivazioni della sentenza

La Corte ha riconosciuto a Corna attenuanti significative, tra cui l’incensuratezza, la collaborazione durante le indagini e il risarcimento di 40mila euro al nipote, figlio di Giambattista. La provocazione per accumulo è stata determinante per ridurre la pena rispetto alla richiesta di 21 anni avanzata dall’accusa. Il giudice ha tenuto conto della condizione di impotenza e paura vissuta dall’anziano, sottoposto a continue pressioni e violenze da parte del figlio.

Una famiglia segnata da anni di tensioni

La vita di Giambattista si era riflessa pesantemente sull’intera famiglia. Dopo anni di dipendenze, maltrattamenti alla moglie e problemi con la giustizia, il figlio di Paolo Corna era riuscito a mantenere una parziale stabilità lavorativa, ma il sabato e la domenica tornavano a emergere i comportamenti aggressivi, spesso legati all’abuso di alcol.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

orto
Il Comune finanzia un progetto di agricoltura urbana con appezzamenti di circa 50 metri quadrati...
bisboccia gorle
Un uomo ripreso dalle telecamere ha forzato l'ingresso della pizzeria e rubato alcolici per circa...
pamela genini
Nuovi interrogativi sull'appartamento in cui la 29enne è stata uccisa il 14 ottobre 2025. Secondo...
Trenord
Investimento nei pressi della stazione di Verdello-Dalmine nel tardo pomeriggio del 2 novembre. Il ferito...
RistorantiBergamo propone 17 locali con menù a 50 euro dal 3 novembre al 3 dicembre:...
Imprese, Bergamo chiude il terzo trimestre 2026 con un saldo naturale positivo di 300 unità,...

Altre notizie