Meno prestiti dalle banche, le imprese bergamasche e lombarde aprono il “salvadanaio”

L'analisi della Cgia: maggior ricorso all'autofinanziamento, ma le piccole imprese soffrono la stretta sul credito

Difficoltà nell’accesso al credito – soprattutto per le piccole imprese – ma anche buoni accantonamenti effettuati negli anni della ripresa post Covid, senza effettuare investimenti. Anche le imprese lombarde ricorrono sempre meno alle banche per avere denaro, preferendo autofinanziarsi. Se nel 2011 i prestiti alle imprese della Lombardia ammontavano a 277,4 miliardi di euro, nel 2024 tale somma è scesa a 193,9 miliardi, con un calo in valore assoluto di 83,5 miliardi e del 30,1%, un po’ inferiore alla media nazionale. Per contro, in Lombardia nello stesso periodo i depositi bancari delle imprese, passati da 54,6 miliardi a 146,6 miliardi (+168,4%).

In Italia

Una dinamica simile a quella osservata a livello nazionale, dove il calo dei prestiti bancari, dal 2011 al 2024, ha sfiorato il 35%. A fine dicembre del 2011 (inizio della crisi dei debiti sovrani) – evidenzia la Cgia nella sua indagine – i prestiti bancari alle imprese italiane ammontavano a 995 miliardi di euro, verso la fine del 2024, invece, la quota è scesa a 666 (-329 miliardi di euro pari a una contrazione del 33%). Per contro, nello stesso arco temporale i depositi bancari delle aziende sono passati da 219 miliardi a 519 (+300 miliardi pari a un incremento del 137%). Le imprese più strutturate hanno fatto ricordo all’apporto di capitali propri (di imprenditori e soci) o di terzi (attraverso il mercato dei capitali e l’azionariato diffuso). A sostegno di questa chiave di lettura, la Cgia evidenzia anche la decisa diminuzione della domanda di credito avvenuta in questi anni da parte delle imprese, poiché, a seguito anche dei buoni risultati economici ottenuti, molte attività rimaste sul mercato hanno aumentato i risparmi e conseguentemente il loro utilizzo per far fronte alle spese correnti e agli investimenti. Ma per molte micro imprese, alla contrazione dei prestiti non sia seguita alcuna forma di autofinanziamento, bensì un progressivo deterioramento economico/finanziario che le avrebbe fatte scivolare nell’area grigia dell’insolvenza o, peggio ancora, a rivolgersi al mercato del credito illegale.

La situazione nella provincia di Bergamo

Nella provincia di Lecce si è passati dai 26,4 miliardi di prestiti del 2011 ai 16,2 miliardi del 2024, con una contrazione del 38,7%. Nello stesso periodo i depositi bancari delle imprese della provincia sono passati da 4,9 miliardi a 13,5 miliardi, con un incremento del 173,4%.
Redazione

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