A Bergamo, nella chiesa di Ognissanti, si è tenuta la cerimonia funebre per Luciano Muttoni, vittima di un feroce omicidio avvenuto nella sua casa di Valbrembo. La famiglia, stretta nel dolore, ha voluto ricordarlo come una persona buona e generosa, sottolineando il desiderio di vedere riconosciuta la giustizia per quanto accaduto. Il funerale si è svolto in forma privata, lontano dalle telecamere, con la presenza di amici e parenti, tra cui i numerosi fratelli di Luciano.
Durante l’omelia, padre Marco Bergamelli ha ricordato il sacrificio di Gesù sulla croce, paragonandolo al destino della vittima. Il religioso ha esortato i presenti a riflettere sulla violenza nella società, citando il cardinale Carlo Maria Martini: «Tutti noi coltiviamo semi di violenza nel nostro orticello, ci facciamo prendere dalla vendetta e ci risvegliamo solo quando la tragedia ci tocca da vicino». Un pensiero è stato rivolto anche ai due giovani accusati del crimine, con la speranza che la giustizia possa seguire il suo corso.
L’indagine e la ricostruzione dell’omicidio
Le indagini sull’omicidio di Luciano Muttoni hanno portato all’arresto di due giovani, un 25enne di Bergamo e un 23enne di Monza, accusati di omicidio volontario aggravato. Secondo la ricostruzione della Procura, i due sarebbero entrati nella casa della vittima per una rapina, trasformata poi in un violento pestaggio.
Davanti al giudice Alessia Solombrino, il 25enne ha ammesso di aver assunto sostanze stupefacenti prima dell’aggressione, dichiarando di essere ancora sotto effetto della droga al momento del delitto. Tuttavia, il giudice ha escluso che tale stato possa costituire un’attenuante, sottolineando come l’imputato si fosse consapevolmente alterato per abbattere ogni freno inibitorio, pianificando un’azione violenta e premeditata. A conferma di questa tesi, il magistrato ha evidenziato la lucidità mostrata dal giovane nelle azioni successive al delitto, volte a cancellare le prove e depistare le indagini.
Anche il 23enne monzese, sebbene in un ruolo meno dominante, avrebbe partecipato attivamente all’aggressione, contribuendo ad alimentare la violenza con il proprio comportamento. La sua responsabilità viene ritenuta ugualmente grave, poiché avrebbe rafforzato l’intento criminoso del complice, accettando di aderire all’azione anche se inizialmente ignaro delle reali intenzioni dell’altro.
Le accuse e il processo
Entrambi gli arrestati dovranno rispondere di omicidio volontario aggravato dal nesso teleologico e dalla circostanza dell’ora notturna. Per la magistratura, la dinamica del crimine esclude ogni ipotesi di attenuanti legate a discontrollo emotivo o alterazione psicofisica. Il quadro accusatorio è aggravato dalla ferocia dell’aggressione, sproporzionata rispetto al presunto intento di rapina.
Mentre la comunità di Valbrembo si stringe attorno ai familiari di Luciano Muttoni, il caso prosegue in sede giudiziaria, con la ferma intenzione dei parenti di ottenere piena giustizia per la vittima.
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