Valle Brembana, al via l’eradicazione della Panace di Mantegazza

Individuate almeno 200 piante tra Valle Averara e San Pellegrino. La specie invasiva, originaria del Caucaso, può causare ustioni e gravi irritazioni alla pelle

L’eradicazione della Panace di Mantegazza prende il via in Valle Brembana, con un intervento mirato a contenere la diffusione di questa pianta esotica e altamente tossica. La Comunità Montana ha dato il via al progetto di rimozione nelle aree maggiormente colpite, in particolare nei comuni di Santa Brigida e Cusio in Valle Averara, e lungo il Brembo, tra San Giovanni Bianco e San Pellegrino.

Un’invasione partita dal Caucaso

La Panace di Mantegazza, importata inizialmente per scopi ornamentali, si è diffusa rapidamente nelle Orobie bergamasche e bresciane, occupando boschi, corsi d’acqua e ambienti semi-naturali. Identificata per la prima volta in Valle Camonica nel 2007, ha trovato un habitat favorevole nelle zone aperte e parzialmente ombreggiate, sviluppandosi in maniera incontrollata.

Le sue dimensioni imponenti, che possono raggiungere i quattro metri di altezza e un diametro del fusto fino a 10 centimetri, la rendono facilmente riconoscibile. Presenta foglie lunghe fino a un metro e una superficie inferiore ricoperta da sottili peli, attraverso i quali rilascia le sostanze tossiche responsabili delle reazioni cutanee.

Un pericolo per la salute umana e animale

Questa specie invasiva è particolarmente pericolosa perché contiene sostanze fototossiche in tutte le sue parti. Il semplice contatto con il succo vegetale, se esposto alla luce solare, può provocare gravi ustioni e bolle sulla pelle nel giro di 15 minuti, con effetti che si aggravano nelle 24 ore successive. Le reazioni possono lasciare arrossamenti per mesi e rendere la pelle più sensibile ai raggi solari per anni.

Anche gli animali domestici e da pascolo, come cani, gatti e cavalli, rischiano di sviluppare gravi lesioni cutanee se entrano in contatto con la pianta.

Un piano di eradicazione finanziato dalla Regione

La Comunità Montana Valle Brembana ha avviato un monitoraggio approfondito, individuando almeno 200 piante nelle aree più colpite. Per contrastarne la diffusione, il piano prevede un intervento di rimozione e distruzione a partire dal mese di giugno, finanziato con 40 mila euro dalla Regione Lombardia.

L’operazione di eradicazione richiederà l’impiego di protezioni adeguate, come tute, guanti, vanghe e picconi, e in alcuni casi mezzi meccanici come ruspe e camion, per garantire l’eliminazione completa delle piante e dei semi, che possono restare nel terreno per anni mantenendo la loro capacità di germinare.

Redazione

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