Il progetto del polo logistico intermodale di Cortenuova continua a rappresentare un nodo cruciale nel dibattito sulle infrastrutture lombarde. Mentre il protocollo d’intesa tra i vari attori coinvolti resta incompleto, aumentano le pressioni affinché si arrivi rapidamente a una decisione definitiva. A richiamare l’urgenza dell’opera sono anche gli spedizionieri bergamaschi, con l’intervento di Pier Sandro Cortinovis, segretario generale e consigliere direttivo dell’Associazione Spedizionieri e Corrieri Orobici (Asco Bergamo).
Un’opera ritenuta essenziale per l’economia locale
Il mondo economico orobico ritiene l’interporto di Cortenuova un’infrastruttura chiave, ritenuta indispensabile per garantire la competitività delle imprese del territorio. A rafforzare questa visione c’è la chiusura definitiva dello scalo merci di Bergamo, che costringe ora molte aziende a ricorrere a piattaforme logistiche distanti, con conseguente perdita di efficienza. In un contesto europeo dove Bergamo e Brescia primeggiano ancora sull’asse logistico transalpino, il rischio è che questi primati non siano duraturi se non vengono sostenuti da investimenti concreti e infrastrutture adeguate.
Intermodalità, modernità e visione globale
L’approccio intermodale, che prevede un sistema efficiente di interscambio tra gomma e ferro, viene indicato come una necessità strategica per un territorio a vocazione manifatturiera come quello bergamasco. Le imprese locali generano una delle più alte produttività in Europa, e per questo motivo richiedono infrastrutture all’altezza. Il nuovo interporto si pone quindi come un motore per lo sviluppo economico e sociale, capace di coniugare modernità, efficienza e sostenibilità ambientale, tre direttrici imprescindibili per il futuro.
Infrastrutture e cabina di regia pubblica
Secondo Asco Bergamo, la direzione dell’interporto dovrebbe essere affidata a una cabina di regia pubblica, capace di gestire con trasparenza e coordinamento le varie fasi del progetto. Perché questo possa accadere, è considerata fondamentale la corresponsabilità di RFI e del Ministero delle Infrastrutture, al fine di assicurare coerenza progettuale e attrattività territoriale. In questo senso, si sottolinea l’importanza di una gestione collegiale, coinvolgendo tutti i livelli istituzionali e le comunità locali, attraverso un confronto strutturato e condiviso.
Le criticità da superare per sbloccare il progetto
Restano diversi temi aperti, tra cui la governance pubblica del progetto, le scadenze del PNRR, l’equilibrio tra trasporto su gomma e ferro e il ruolo sempre più internazionale dell’aeroporto di Orio al Serio. A questi si aggiungono le esigenze di coordinamento tra Comuni e la necessità di una pianificazione strategica della logistica. L’esperienza positiva degli Stati Generali delle Infrastrutture, che hanno coinvolto attivamente Mit e Regione Lombardia, viene indicata come modello da replicare anche per l’interporto.
Bergamo motore dell’export: servono scelte rapide
Nel contesto europeo, il tessuto industriale bergamasco è riconosciuto per la sua alta specializzazione e diffusione territoriale, dalle valli alla pianura. Una logistica avanzata e funzionale è considerata uno dei pilastri fondamentali dell’export locale. Il polo di Cortenuova, già concepito da tempo sulla carta come hub di scambio tra trasporto su ferro e gomma con apertura verso l’Europa, viene ritenuto oggi urgente e non più rimandabile.
Il sistema industriale, le imprese e la politica locale risultano pronti a sostenere l’opera, a patto che venga mantenuta un’attenzione alta nei confronti dell’ambiente e delle popolazioni residenti. Secondo Asco Bergamo, la priorità è mettere al più presto la prima pietra a Cortenuova, evitando ulteriori ritardi che potrebbero compromettere l’intero progetto.
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