Una stagione difficile, fatta di ostacoli, ma conclusa con il traguardo più ambito: il titolo mondiale. Michela Moioli, 29 anni, originaria di Alzano Lombardo, è tornata sul gradino più alto del podio nello snowboard cross, conquistando l’oro ai Mondiali di St. Moritz, primo della sua carriera. Un risultato che arriva dopo un’annata in cui i problemi fisici e le difficoltà mentali avevano messo alla prova anche la sua tenacia.
“La svolta è stata il quinto posto a Montafon, non i due podi stagionali”, ha raccontato a L’Eco di Bergamo. Una finalina senza medaglia, ma dal valore simbolico, che ha segnato per lei un punto di ripartenza. Reduce da un periodo travagliato, in cui i malanni si erano susseguiti e le energie scarseggiavano, Moioli ha ritrovato forma e lucidità, arrivando ai Mondiali in crescita costante.
A St. Moritz non è stato tutto semplice. Durante il training, un colpo subito in pista ha richiesto l’intervento di antidolorifici per permetterle di essere al via nelle finali. Ma quando è arrivato il momento decisivo, Moioli ha tirato fuori il meglio di sé, affrontando una batteria alla volta, senza pensare al podio ma concentrandosi esclusivamente sulla prestazione.
“Mi sono tolta un peso enorme, nemmeno l’argento mi avrebbe appagata”, ha spiegato. La gara è stata decisa da un fotofinish con la britannica Charlotte Bankes, e solo l’abbraccio dell’avversaria ha confermato il verdetto: Moioli è campionessa del mondo.
“Sono pronta ad aprire un nuovo ciclo, con più leggerezza ma senza rinunciare all’impegno”, ha dichiarato, consapevole che questa vittoria ha chiuso un cerchio e ne ha aperto uno nuovo. Come ha raccontato, ha imparato a trasformare la sofferenza in forza, a convivere con le difficoltà e a non mollare mai: “Quando arriveranno nuovi momenti duri, saprò affrontarli grazie alla scorza che mi sono formata”.
L’obiettivo ora si sposta verso l’Olimpiade, sempre più presente nei suoi pensieri. “Vorremmo iniziare ad allenarci quanto prima sulla pista olimpica”, ha spiegato, sottolineando come gli atleti italiani possano avere un vantaggio conoscitivo da sfruttare in vista dei Giochi. Un appuntamento che, dopo il mondiale, diventa ancora più concreto.
Michela Moioli si è paragonata a Gianmarco Tamberi, l’uomo delle imprese al limite: “Quando so che ho una sola possibilità, riesco a dare il meglio. È qualcosa che non sempre mi riesce in situazioni più semplici, ma nei grandi eventi mi esalto”.
L’insegnamento che si porta a casa da quest’annata è chiaro e profondo: che la caduta, il dolore e le difficoltà sono parte del percorso, e che da lì si può e si deve risalire. “Senza mai perdere la speranza”, ha concluso. “Questa volta è arrivato un Mondiale. La prossima chissà, ma so che potrò affrontare tutto con una nuova forza”.
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