La prevenzione non è più solo una buona abitudine, ma una necessità sociale. È questo il messaggio forte e chiaro che arriva da Lucia De Ponti, presidente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – Lilt Bergamo, in occasione della giornata nazionale della prevenzione promossa da Fondazione FADOI e ANIMO, che cade sabato 12 aprile. Un evento che in Bergamasca conclude una settimana di iniziative dedicate a stili di vita sani e benessere, coordinate da ATS Bergamo con Regione Lombardia e le Asst territoriali.
“La popolazione sta invecchiando rapidamente, e questo comporta conseguenze dirette sul piano sanitario”, avverte De Ponti tramite Bergamonews. Le previsioni demografiche parlano chiaro: nel 2050, in Italia, gli over 65 rappresenteranno il 35,9% della popolazione, pari a quasi 20 milioni di persone. “Un terzo di questi soggetti sarà colpito da patologie croniche o degenerative: tumori, malattie cardiovascolari, diabete. E proprio per queste, la prevenzione e la diagnosi precoce sono armi fondamentali”.
Il problema non è solo sanitario, ma sociale ed economico. Secondo De Ponti, “il sistema sanitario nazionale non potrà garantire cure a tutti, né per risorse umane né per sostenibilità economica. Allo stesso tempo, le famiglie non saranno più in grado di supplire: oggi i nuclei monopersonali o composti da due persone non riescono a farsi carico di un parente malato come accadeva in passato”.
La risposta, quindi, sta in uno stile di vita consapevole: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, abolizione di fumo e alcol. “Non si può più delegare la salute solo al medico: bisogna cominciare a occuparsene in prima persona”, aggiunge De Ponti. E questo significa anche partecipare attivamente agli screening gratuiti offerti dalla Regione, strumento cruciale della cosiddetta prevenzione secondaria.
Ma c’è un’altra criticità sottolineata dalla presidente della Lilt: la mancanza di una vera cultura della salute, che dovrebbe essere diffusa capillarmente, “in casa, sul lavoro, nei contesti sociali. Le istituzioni e il volontariato si stanno impegnando, ma serve un coinvolgimento collettivo”. L’invito, dunque, è a fare rete, tra cittadini, famiglie e aziende, per affrontare quella che si delinea sempre più come una sfida epocale.
Il futuro prossimo chiama in causa anche chi oggi è lontano dall’età avanzata: “Chi oggi ha 40 o 50 anni sarà il primo a subire le conseguenze della crisi sanitaria che ci attende, se non cambiamo subito rotta”, spiega De Ponti. Ecco perché la giornata nazionale della prevenzione diventa simbolo e strumento di questa consapevolezza, anche attraverso visite gratuite e incontri informativi per tutta la cittadinanza.
L’impegno della Lilt Bergamo non si ferma qui: il prossimo appuntamento sarà il 31 maggio, in occasione della giornata mondiale senza tabacco. “Per dieci giorni saremo presenti nelle strutture sanitarie per spiegare i danni legati al fumo tradizionale e ai nuovi dispositivi elettronici, troppo spesso erroneamente considerati innocui”.
Il messaggio finale è chiaro: “Il 2050 non è lontano. Bisogna agire ora, per noi stessi e per le generazioni future”.
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