Ancora un rinvio per la riapertura di via Papa Giovanni XXIII a Ponteranica, chiusa da mesi per i lavori della T2, la tranvia della Val Brembana. Teb ha ufficializzato che il traffico sulla strada non potrà riprendere prima della fine di maggio, posticipando ulteriormente la scadenza già prorogata a gennaio.
Il cantiere, avviato nel luglio scorso, riguarda la costruzione del tracciato in corrispondenza della futura fermata di Pontesecco ed è collegato alla realizzazione della nuova galleria artificiale della Maresana e della vasca di laminazione annessa. Si tratta di interventi complessi che hanno reso necessario il mantenimento della chiusura totale al traffico in entrambi i sensi di marcia, consentendo l’accesso solo ai residenti.
Secondo slittamento dei lavori Questa è la seconda proroga della riapertura: il programma iniziale prevedeva la chiusura fino a fine febbraio 2025, poi spostata a fine aprile e ora ulteriormente rinviata a fine maggio. Un percorso simile aveva riguardato anche via Maresana, la cui riapertura è slittata di un mese all’inizio dell’anno, riaprendo al traffico solo dopo la fine di febbraio.
Il prolungarsi dei lavori ha creato disagi importanti per residenti, commercianti e automobilisti, costretti a lunghi percorsi alternativi in una zona nevralgica per il traffico tra Bergamo e la Val Brembana.
Gli interventi in corso Il cantiere si concentra su opere strategiche per la sicurezza idrogeologica e la mobilità futura della Val Brembana. La vasca di laminazione servirà a regolare le portate d’acqua e prevenire rischi idraulici, mentre la nuova galleria della Maresana permetterà alla T2 di superare senza interferenze la collina che separa Bergamo da Ponteranica.
Nonostante i ritardi, Teb ha ribadito l’importanza di questi lavori nel quadro più ampio del progetto di mobilità sostenibile che punta a collegare Bergamo con la valle attraverso un sistema rapido ed ecologico.
Le reazioni dei cittadini La notizia del nuovo slittamento ha suscitato comprensibile malumore tra i residenti e gli utenti della zona, già provati dai mesi di chiusura e dalle deviazioni obbligatorie. La speranza è che il termine fissato a fine maggio venga questa volta rispettato, così da restituire piena funzionalità a un’arteria fondamentale per il traffico locale.
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