Omicidio di Mykola Ivasiuk a Casazza: i due imputati scelgono il rito abbreviato

Il 12 settembre la discussione davanti al giudice. Mario Romeo e Mohamed Amine Mouhssine accusati di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi.

A Casazza, i due imputati per l’omicidio di Mykola Ivasiuk, avvenuto il 19 agosto 2024 all’esterno del bar Rosy, hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, che consente uno sconto di un terzo della pena in caso di condanna. La data per la discussione è stata fissata per il 12 settembre davanti al gup Riccardo Moreschi.

La dinamica dell’omicidio

La sera del 19 agosto, Mykola Ivasiuk, cittadino ucraino, è stato ucciso in seguito a una banale discussione degenerata in violenza: Mario Romeo, 39 anni, calabrese, ha sferrato un pugno al volto della vittima; Mohamed Amine Mouhssine, 33 anni, marocchino, ha colpito Ivasiuk alla nuca con un boccale di birra, causandone la caduta a terra e la morte avvenuta pochi minuti dopo. La scena dell’aggressione è stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza, immagini che hanno avuto un ruolo determinante nella richiesta di giudizio immediato avanzata dal pm Silvia Marchina.

La fuga e l’arresto in Spagna

Inizialmente gli indagati per l’omicidio erano tre: oltre a Romeo e Mouhssine, c’era anche una terza persona, accusata di favoreggiamento per aver fornito a Mouhssine l’auto con cui è fuggito. Mouhssine si è reso irreperibile per mesi, rifugiandosi in Spagna, nella regione di Murcia, a casa di conoscenti. È stato arrestato e estradato in Italia, mentre la posizione del terzo indagato è stata archiviata. Romeo, invece, è rimasto sul luogo del delitto, tentando di soccorrere la vittima e attendendo l’arrivo dei soccorsi.

Parte civile: mamma e fratello della vittima

Durante l’udienza preliminare del 16 maggio, il gup ha ammesso le costituzioni di parte civile della madre e del fratello di Mykola Ivasiuk, rappresentati dagli avvocati Rocco Lombardo e Emilio Tanfulla. Entrambi chiedono giustizia per la morte del congiunto, morto in circostanze che il pm ha definito di estrema violenza e futili motivi, aggravanti che potrebbero pesare notevolmente sulla pena finale.

La discussione prevista per il 12 settembre potrebbe quindi essere decisiva per stabilire le responsabilità di Mario Romeo e Mohamed Amine Mouhssine

Redazione

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