Il 2024 segna una decisa inversione di tendenza per il mercato dei mutui, soprattutto in province come Bergamo, dove il credito per l’acquisto della casa ha ripreso vigore dopo il rallentamento causato dal rialzo dei tassi tra il 2022 e il 2023. Secondo l’analisi di Tecnocasa, basata su dati della Banca d’Italia, nei primi sei mesi dell’anno in Bergamasca sono stati erogati nuovi mutui per un totale di 1,078 miliardi di euro, con un aumento del 16,3% rispetto allo stesso periodo del 2023. Una crescita che supera la media regionale lombarda, che si ferma all’+11,7%.
A trainare questa ripresa è stato il taglio dei tassi da parte della Banca centrale europea, scattato a partire da giugno 2024. Dopo mesi di rialzi decisi per contenere l’inflazione, l’inversione di rotta ha reso più appetibili i finanziamenti per l’acquisto della casa. Il primo trimestre dell’anno, ancora segnato da tassi elevati, aveva registrato una flessione, ma il cambio di scenario ha innescato un progressivo ritorno di fiducia.
“Il mercato del credito è tornato ad attrarre nuove richieste, soprattutto per effetto della politica monetaria più accomodante”, sottolinea il report di Tecnocasa. La Bergamasca, in particolare, sta beneficiando anche di un’elevata domanda locale, legata a un tessuto demografico e produttivo solido.
A livello regionale, nel primo semestre del 2024 sono stati concessi 11,8 miliardi di euro in nuovi mutui: oltre un quarto di tutto il credito erogato in Italia. Numeri che confermano la centralità della Lombardia nel panorama immobiliare nazionale, trainata soprattutto da Milano e dalle province ad alto dinamismo economico come Brescia e Bergamo.
Secondo la Fabi (Federazione autonoma bancari italiani), in totale nella sola provincia di Bergamo sono attualmente attivi oltre 8,5 miliardi di euro di mutui. Si tratta di tutti i finanziamenti ancora in corso, inclusi quelli sottoscritti negli anni precedenti. La città orobica si colloca all’ottavo posto in Italia per valore complessivo dei mutui vigenti, subito dietro a Brescia e ben dentro la top ten nazionale. Milano e Roma dominano la classifica con circa 43 miliardi ciascuna, seguite da Torino e Bologna.
A beneficiarne sono soprattutto le famiglie che avevano sottoscritto mutui a tasso variabile e che, grazie alla riduzione dei tassi, hanno potuto godere di rate più leggere. Ma anche i nuovi richiedenti hanno trovato condizioni più favorevoli, con proposte bancarie più competitive rispetto ai mesi precedenti.
“Il taglio dei tassi da parte della BCE, l’ottavo consecutivo, era atteso e segna un chiaro orientamento espansivo che potrebbe continuare nei prossimi mesi”, osserva ancora la Fabi. Il clima di fiducia potrebbe favorire ulteriormente l’accesso al credito, pur con alcune incognite: la tenuta economica complessiva, le incertezze geopolitiche e l’andamento del mercato del lavoro saranno determinanti per consolidare la ripresa.
Tra i fattori che possono sostenere l’erogazione di mutui nei mesi a venire rientrano le garanzie Consap introdotte con la legge finanziaria, pensate per facilitare l’accesso alla prima casa. Tuttavia, spiegano gli analisti, il loro impatto potrebbe essere meno incisivo rispetto al passato, vista la fase ancora incerta dell’economia.
La fiducia dei consumatori, il quadro normativo e il contesto politico nazionale e internazionale continueranno a giocare un ruolo cruciale. Nel frattempo, il mattone torna ad attrarre risparmi e investimenti, con segnali che, almeno in alcune province come Bergamo, lasciano intravedere una ripresa strutturale del settore.
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