Inflazione, Bergamo tra le città più care d’Italia: è quarta con +604 euro annui

Aumenti significativi nel 2025: solo Bolzano, Rimini e Venezia hanno un rincaro maggiore

Bergamo scala la classifica delle città italiane con il più alto impatto dell’inflazione sul costo della vita, posizionandosi al 4° posto assoluto secondo i dati Istat di giugno elaborati dall’Unione Nazionale Consumatori. L’inflazione tendenziale nella città orobica ha raggiunto il 2%, con un aggravio annuo pari a 604 euro per una famiglia media. Un incremento che fa guadagnare a Bergamo ben cinque posizioni rispetto al mese precedente, passando dal 9° al 4° posto tra le città più care d’Italia.

In testa alla graduatoria nazionale c’è Bolzano, con un’inflazione del +2,3% che si traduce in un incremento medio di 763 euro annui per nucleo familiare. Seguono Rimini, con +2,7% (la percentuale più alta registrata) e +743 euro, e Venezia, che segna un +2,2% e 617 euro di spesa in più all’anno. Dopo Bergamo, completano la top ten Belluno, Arezzo, Udine, Bologna, Padova, Siracusa e Cosenza, tutte con rincari superiori ai 570 euro annui.

Sul versante opposto, le città con l’inflazione più contenuta sono Pisa (+0,6%, +162 euro), Olbia-Tempio (+0,9%, +179 euro) e Vercelli (+0,8%, +189 euro). Anche Benevento, Massa Carrara, Sassari e Caserta si mantengono sotto i 230 euro di aumento medio annuo, facendo registrare le performance più virtuose in termini di contenimento dei prezzi.

A livello regionale, la situazione più gravosa si registra in Trentino-Alto Adige, dove l’inflazione media del +1,8%provoca un aggravio di 556 euro all’anno. Seguono Friuli Venezia Giulia (+1,9%, +520 euro) e Lazio (+1,9%, +510 euro). Il Molise si conferma la regione più economica, con un incremento contenuto all’1% e una spesa aggiuntiva media di soli 236 euro.

Il balzo in avanti di Bergamo conferma una tendenza preoccupante sul fronte del caro-vita, con un impatto diretto sulla spesa quotidiana delle famiglie. Le voci che pesano maggiormente sono legate a beni alimentari, servizi di trasporto e utenze, in un contesto di persistente incertezza macroeconomica. L’inflazione, pur rallentando su scala nazionale, continua a farsi sentire in modo significativo in alcune aree urbane, dove la combinazione tra domanda elevata, costi energetici e dinamiche immobiliari genera pressioni costanti sui prezzi.

Redazione

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