Il tessuto imprenditoriale della provincia di Bergamo si mostra resiliente nel secondo trimestre 2025, con un saldo positivo di +463 imprese al Registro delle imprese, una volta depurate le cessazioni d’ufficio. Il dato complessivo, che include tutte le iscrizioni e cancellazioni, si ferma a +156. La fotografia aggiornata al 30 giugno 2025 evidenzia 90.797 sedi registrate e 82.903 imprese attive, con una variazione annua nulla per le registrazioni e una crescita marginale (+0,1%) per le imprese attive.
A trainare la crescita sono soprattutto le società di capitali, in aumento del +2,7% su base annua, che si confermano il segmento più dinamico. In calo invece le imprese individuali e le società di persone. Le imprese straniere attive salgono a 9.613 (+3,7%), seguite dalle imprese femminili (17.455, in lieve crescita) e dalle giovanili (7.149, anch’esse in aumento).
Situazione differente per il comparto artigiano, dove le imprese registrate sono 28.518, quasi tutte attive (28.480). Il trimestre si chiude con 416 nuove iscrizioni, in calo del -6,5%, e 463 cessazioni, in aumento del +19,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il saldo è negativo di 47 unità, peggiorato dalle 150 cancellazioni d’ufficio. Anche qui, il dato positivo riguarda le società di capitali artigiane (+2,0%), mentre retrocedono le altre forme giuridiche, come imprese individuali, cooperative e consorzi.
Nel complesso, le localizzazioni attive (sedi e unità locali) in Bergamasca hanno raggiunto quota 107.897, in aumento di +515 rispetto all’anno precedente, con un totale di 418.434 addetti di cui 356.011 dipendenti e 62.423 lavoratori indipendenti.
L’impatto della nuova classificazione Ateco 2025
Dal 1° aprile 2025 è entrata in vigore la nuova classificazione Ateco 2025, con importanti ripercussioni sull’analisi settoriale. La ricodifica automatica delle attività economiche ha reso più difficile il confronto con le serie storiche, dato che il nuovo sistema risulta meno dettagliato rispetto al precedente. La non univocità tra i vecchi e i nuovi codicicomporta possibili rettifiche future su richiesta delle imprese. Di conseguenza, eventuali variazioni nelle consistenze settoriali potrebbero derivare anche da traslazioni per effetto della riclassificazione.
In sintesi, il quadro economico provinciale resta stabile, con segnali di vivacità imprenditoriale trainata dalle realtà strutturalmente più solide. La riforma della classificazione Ateco impone però prudenza nell’analisi settoriale, almeno nella fase di assestamento.
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