Il campione tra sport e solidarietà
Antonino Lollo, 34 anni, originario di Messina e residente in Val Seriana, è un atleta di livello nazionale e poliziotto di professione. Tesserato con il GAV – Gruppo Alpinistico Vertovese, vanta un palmarès prestigioso: campione italiano assoluto di maratona nel 2021, vincitore nel 2024 del titolo nella categoria SM35 e argento nella mezza maratona di San Benedetto del Tronto lo scorso aprile.
Ma oltre ai successi sportivi, Lollo si distingue anche per l’impegno sociale. Il 9 agosto 2025 ha donato un defibrillatore semiautomatico alla sezione clusonese della LILT – Lega Italiana per la Lotta ai Tumori, un gesto che unisce sport, prevenzione e solidarietà.
Le parole di Antonino Lollo
Durante la cerimonia di consegna ufficiale, Lollo ha spiegato i motivi profondi e quelli più pratici di un gesto d’inestimabile valore umano.
«Non avendo l’associazione una sede propria nel comune baradello, abbiamo deciso di ubicare il defibrillatore in Municipio, posto in posizione strategica in centro al paese. Per me si tratta di un gesto importante, che nasce dal profondo del mio cuore per il prossimo. Ho già collaborato con l’associazione LILT, con incontri dedicati a salute e prevenzione tumori con gli studenti della zona. Ogni giorno ed ogni gesto sono occasioni importanti per promuovere solidarietà e ricerca, ma anche per apprezzare la vita. Se ci trovassimo in momenti particolari o nella necessità di soccorrere un defibrillatore è essenziale, insieme al personale sanitario, per diminuire al massimo quei secondi in cui la tempestività fa davvero la differenza».
L’inaugurazione in Municipio
Il defibrillatore, collocato all’interno del Municipio di Clusone, si trova in una posizione centrale e accessibile, pronta a servire la comunità in caso di emergenze. All’inaugurazione era presente anche il sindaco Massimo Morstabilini, che insieme a Lollo ha ufficialmente presentato lo strumento alla cittadinanza.
Un dono che salva vite
La scelta di donare un dispositivo salvavita rappresenta per Lollo un titolo ancora più prezioso delle medaglie vinte in pista. Il suo gesto si inserisce in un percorso di sensibilizzazione verso la prevenzione, la salute e l’importanza della solidarietà concreta, valori che l’atleta promuove anche fuori dal contesto sportivo.

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