L’allerta per il botulino e le conserve domestiche
Dal Centro antiveleni di Bergamo hanno sottolineato che ogni anno si registrano casi di intossicazione da botulino, più frequenti con l’arrivo del caldo. È stato spiegato che il rischio aumenta quando alimenti conservati in ambienti privi di ossigeno e destinati a mantenere la catena del freddo vengono esposti per giorni a temperature elevate. In queste condizioni, le spore possono germinare e produrre tossine. Secondo gli specialisti, i casi legati a ristoranti o cibo da strada sono rari, mentre il 90% degli episodi deriva da conserve e sott’oli preparati in casa, soprattutto nel Sud Italia. È stato ricordato che ogni anno si registrano in media 70-80 casi, e che la prevenzione passa da pratiche domestiche corrette: acidificazione con aceto, sale, zucchero o spezie e rispetto rigoroso delle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità.
Le chiamate al numero verde
Il numero verde del Centro antiveleni, con sede all’ospedale Papa Giovanni XXIII, è attivo 24 ore su 24 e risponde con specialisti in tossicologia e farmacologia. Nel 2024 le chiamate hanno raggiunto quota 136.056, con una media giornaliera di 372 e un incremento del 4% rispetto al 2023. Nel primo semestre 2025, le richieste hanno confermato il trend in crescita e il direttore Giuseppe Bacis ha stimato che l’anno potrebbe chiudersi con oltre 60 mila consulenze. Le telefonate arrivano da tutta Italia: il 29% dalla Lombardia, seguita da Lazio (9%), Veneto, Emilia-Romagna e Sicilia (7% ciascuna). Vengono registrate anche chiamate dall’estero, perlopiù da italiani in Europa, soprattutto in casi di gravidanze, a conferma dell’importanza di potersi esprimere nella propria lingua.
I casi clinici di intossicazione
Nel 2024 il Centro ha gestito 9.229 casi clinici di intossicazione acuta e 1.948 richiami. Nel primo semestre 2025, i casi sono stati 5.989 con 6.865 richiami. La maggior parte riguarda farmaci, che hanno causato circa 4.076 episodi lo scorso anno, con un dato preoccupante: 300 casi hanno coinvolto adolescenti tra i 10 e i 18 anni, spesso legati a gesti autolesionistici. Gli specialisti hanno evidenziato come la pandemia abbia acuito queste criticità.
La raccolta dei funghi e i rischi per la salute
In questa stagione, l’attenzione è rivolta soprattutto alla raccolta dei funghi, favorita da piogge e condizioni climatiche ideali. È stato ribadito che riconoscere correttamente i funghi richiede esperienza e preparazione, e improvvisarsi può portare a errori gravi con conseguenze su fegato e reni. L’attrazione esercitata dai social spinge anche persone inesperte a cimentarsi, aumentando il rischio di avvelenamenti potenzialmente irreversibili. È stato precisato che non basta consultare un manuale acquistato all’ultimo momento: il riconoscimento sicuro è frutto di pratica e competenza.
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