La denuncia della Cisl: “Attese fino a tre anni per il TFS”
A riaccendere i riflettori su una questione che si trascina da anni è la Fnp Cisl di Bergamo, che denuncia con forza i ritardi e le mancanze dell’INPS nella gestione del Trattamento di Fine Servizio (TFS) destinato ai pensionati pubblici.
Secondo Mario Gatti, della segreteria provinciale del sindacato, «è inaccettabile che molti lavoratori bergamaschi, dopo decenni di servizio nel pubblico impiego, debbano attendere tempi biblici per ricevere quanto spetta loro per legge».
Bergamo e il resto d’Italia
La situazione locale riflette una criticità estesa anche al resto d’Italia, ma a Bergamo assume contorni drammatici: 61 pensionati si sono rivolti alla Cisl per solleciti e diffide, e 20 di questi attendono ancora il pagamento, con ritardi che arrivano fino a tre anni, oltre ai già 27 mesi previsti dalla normativa.
Le conseguenze economiche per i pensionati: tra prestiti e rinunce
La mancata erogazione del TFS ha effetti concreti e gravi sulle vite dei pensionati. «In molti sono stati costretti a rinunciare a progetti familiari, oppure a ricorrere a prestiti onerosi, spesso con tassi elevati, per far fronte alle spese quotidiane», denuncia ancora Gatti.
Il confronto con i lavoratori del settore privato è impietoso: mentre il TFR viene liquidato in tempi rapidi, per gli ex dipendenti pubblici l’incertezza regna sovrana.
Secondo il sindacato, questa situazione rappresenta un abuso inaccettabile da parte dell’INPS, che «non può continuare a nascondersi dietro vincoli organizzativi, burocratici o di bilancio».
Fondo anticipi INPS bloccato da aprile 2024
A complicare ulteriormente il quadro è il blocco del fondo di credito INPS, che dovrebbe garantire l’anticipo del TFS. Il fondo, sostenuto direttamente da lavoratori e pensionati, è esaurito da aprile 2024, lasciando molti senza alcuna alternativa all’attesa forzata o all’indebitamento.
«La gestione del fondo e la sua mancata rifinanziamento rappresentano un altro punto critico – sottolinea la Cisl –. È paradossale che il fondo creato proprio per sostenere i pensionati sia ora inutilizzabile per mancanza di risorse».
Le richieste della Fnp Cisl: basta rinvii, servono risposte
In occasione della denuncia formale, rilanciata sabato 20 settembre 2025 dai media locali, la Fnp Cisl di Bergamo avanza tre richieste precise.
– Immediata liquidazione dei TFS arretrati;
– definizione certa dei tempi di pagamento per chi va in pensione da ora in avanti;
– riforma normativa urgente per evitare che si continui a trattare i pensionati «come creditori di serie B».
«I lavoratori pubblici hanno già dato – conclude Gatti –. Lo Stato deve salvaguardare i loro diritti. Non è più tollerabile che, dopo aver rispettato ogni dovere contributivo, debbano elemosinare ciò che è loro dovuto per legge».
Nessuna risposta dall’INPS, ma il problema è noto
Venerdì 19 settembre 2025, l’ufficio stampa dell’INPS, contattato per chiarimenti, non ha fornito alcuna risposta ufficiale. Tuttavia, il problema era già stato segnalato nella relazione del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS, approvata nel giugno 2025, dove tra gli obiettivi veniva indicato un intervento sull’organizzazione degli uffici centrali e territoriali, al fine di ridurre i tempi di erogazione del TFS.
Una riforma non più rimandabile
L’attuale situazione rappresenta una crisi sistemica del sistema previdenziale pubblico, in particolare per ciò che riguarda la fase di uscita dal lavoro. Il TFS, che dovrebbe rappresentare un sostegno economico importante per i pensionati, si trasforma invece in un incubo fatto di attese interminabili, burocrazia e silenzi istituzionali.
La Fnp Cisl Bergamo si fa portavoce di una richiesta chiara e urgente: l’INPS deve rispondere, e il Governo deve intervenire per tutelare chi ha lavorato per lo Stato. Il tempo dell’attesa è finito.
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