Sub colpito da malattia da decompressione a Lecco, trasferito d’urgenza a Zingonia

Un subacqueo di 66 anni ha accusato un malore dopo un’immersione nel lago di Lecco: decisivo l’intervento in camera iperbarica all’Habilita di Zingonia per trattare la sindrome da decompressione.

Momenti di apprensione nella serata di giovedì 25 settembre a Lecco, dove un uomo di 66 anni è stato colto da un malore a seguito di un’immersione subacquea. L’intervento tempestivo dei soccorsi e il trasferimento d’urgenza alla struttura specializzata di Zingonia hanno permesso l’avvio immediato della terapia in camera iperbarica, rivelatasi fondamentale per la stabilizzazione del paziente.

Secondo la ricostruzione dei fatti, il sub era impegnato nel pomeriggio in lavori di allestimento di un percorso subacqueo nel lago, quando, intorno alle 15:30, ha manifestato i primi segnali di malessere in fase di risalita. Una volta emerso, ha cominciato ad avvertire i sintomi riconducibili alla malattia da decompressione, patologia nota anche come “sindrome da immersione”, che può colpire chi risale in superficie troppo rapidamente dopo un’immersione profonda.

Immediato l’intervento sanitario

L’uomo è stato dapprima trasportato al pronto soccorso dell’Ospedale di Lecco, dove i medici hanno riconosciuto i segnali clinici della decompressione e, dopo una prima valutazione, hanno disposto il trasferimento urgente presso il centro iperbarico dell’Habilita di Zingonia, nel bergamasco. L’arrivo nella struttura specializzata è avvenuto alle 19:50, e pochi minuti più tardi è iniziata la terapia di ossigenazione ad alta pressione.

Al termine della seduta, il paziente è stato nuovamente riportato a Lecco, dove proseguirà il percorso di cura e il monitoraggio clinico nelle prossime ore. Le sue condizioni, secondo fonti mediche, sarebbero sotto controllo.

Cos’è la malattia da decompressione

La malattia da decompressione è una condizione che può insorgere nei subacquei che riemergono troppo velocemente, causando la formazione di bolle di gas (soprattutto azoto) nel sangue e nei tessuti. I sintomi possono variare da dolori articolari e muscolari a disturbi neurologici, fino a conseguenze potenzialmente letali se non trattati in tempo.

La camera iperbarica è oggi la terapia d’elezione per questa sindrome: l’ambiente a pressione controllata consente la rapida riduzione delle bolle di gas nei tessuti e favorisce la corretta ossigenazione dell’organismo, riducendo i rischi di complicazioni gravi.

Un caso che riaccende l’attenzione sulla sicurezza in immersione

L’episodio accaduto a Lecco riporta l’attenzione sull’importanza delle norme di sicurezza durante le immersioni, anche per i sub più esperti. Risalire in modo graduale e controllato, rispettando i tempi di decompressione, resta fondamentale per prevenire incidenti potenzialmente pericolosi.

Redazione

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