Isee più leggero per 72mila famiglie: benefici estesi al ceto medio

La legge di Bilancio 2024 alza la franchigia sulla prima casa e modifica la scala di equivalenza: aumentano i vantaggi per i nuclei con figli

 Il nuovo anno si apre con importanti novità per chi aggiorna l’Isee, l’indicatore che definisce la condizione economica delle famiglie italiane. A partire dal 1° gennaio, infatti, la legge di Bilancio 2024 ha introdotto due modifiche sostanziali: da un lato l’aumento della franchigia sulla prima casa, dall’altro l’ampliamento della scala di equivalenza per i nuclei con almeno due figli.

La franchigia passa da 52.500 a 91.500 euro, riducendo così l’impatto del valore dell’abitazione principale sul calcolo dell’indicatore. Questo cambiamento, unito all’incremento del peso attribuito alle famiglie numerose nella scala di equivalenza, porterà a un abbassamento dell’Isee per circa 72mila nuclei solo nella provincia di Bergamo, secondo le stime della Cisl.

L’effetto è già tangibile: i Centri di assistenza fiscale (Caf) registrano un’impennata di prenotazioni, con sportelli al completo fino alla fine di febbraio. “Stiamo potenziando il personale nelle sedi principali”, ha dichiarato Candida Sonzogni, della segreteria provinciale Cisl, sottolineando come la misura favorisca soprattutto le famiglie tra i 40 e i 60 anni, in cui spesso convivono genitori e figli.

Non mancano però le critiche. Orazio Amboni, responsabile del Dipartimento Welfare della Cgil di Bergamo, ha evidenziato come i vantaggi si concentrino quasi esclusivamente sui proprietari di casa, penalizzando invece chi vive in affitto e non prevede alcun intervento per le fasce più fragili della popolazione. “L’Isee era nato per sostenere i più deboli, ora favorisce il ceto medio”, osserva Amboni a L’Eco di Bergamo, segnalando anche la mancanza di misure per contrastare la morosità e favorire l’accesso stabile alla casa.

Critiche anche alla modifica della scala di equivalenza, ritenuta poco in linea con la realtà demografica italiana, dove il calo delle nascite e l’aumento degli anziani soli rappresentano tendenze consolidate. La scelta di premiare i nuclei numerosi, secondo la Cgil, rischia di escludere molte famiglie che vivono reali situazioni di difficoltà.

Un ulteriore nodo riguarda l’Assegno di inclusione, la nuova misura che ha preso il posto del Reddito di cittadinanza. Secondo i Caf della Cgil, il primo rinnovo dell’assegno per chi ha superato i primi 18 mesi sarà dimezzato, a causa della riscrittura della norma che prevedeva la sospensione di un mese tra i due cicli di sostegno. La nuova formulazione permette l’erogazione continua del contributo, ma il primo mese della proroga sarà corrisposto solo per metà. Una misura che, secondo la relazione tecnica, produrrà un risparmio di circa 100 milioni di euro a livello nazionale.

Anche Catia Ravasio, responsabile Caf Uil Bergamo, conferma il trend: “L’Isee oggi interessa sempre più anche il ceto medio. L’afflusso agli sportelli è intenso, e gennaio è già tutto prenotato. Chi vuole continuare a ricevere prestazioni come l’assegno unico deve aggiornare tempestivamente la dichiarazione”.

 

Redazione

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