Una sfilza di violazioni al Codice della strada è costata oltre 6.200 euro di multa a un motociclista fermato dalla Polizia locale a Endine Gaiano, in provincia di Bergamo. L’uomo, classe 1977 e residente a San Paolo d’Argon, è stato intercettato durante un controllo stradale alla rotatoria di Piangaiano, lungo la direttrice tra Lovere e Bergamo.
La pattuglia della Polizia locale del Lago d’Endine e della Val Borlezza ha scoperto che l’uomo circolava con patente revocata dal 2015, a bordo di un ciclomotore privo di assicurazione e non sottoposto alla revisione obbligatoria. A completare il quadro di irregolarità, il conducente è risultato positivo all’alcoltest, con un tasso alcolemico pari a 0,8 grammi per litro, valore oltre il limite consentito.
Il veicolo è stato posto sotto sequestro, mentre al conducente è stata inflitta una multa complessiva di 6.274 euro, frutto della somma delle sanzioni relative a guida senza patente, mancanza di copertura assicurativa, assenza di revisione e guida in stato di ebbrezza.
Secondo il vice commissario Gabriele Pezzotti, comandante della Polizia locale del lago d’Endine e della val Borlezza, l’intervento «ha evitato potenziali tragedie» e dimostra l’importanza di una vigilanza capillare sul territorio. «Non si è trattato di una semplice infrazione – ha commentato – ma di una condotta che dimostra un completo disprezzo per le regole e per la sicurezza pubblica».
L’episodio mette in luce anche l’efficacia degli strumenti tecnologici in dotazione alle forze dell’ordine locali, in particolare i sistemi di lettura automatica delle targhe e l’accesso diretto alle banche dati nazionali, che hanno permesso di individuare in tempo reale le numerose irregolarità.
Il caso è emblematico dell’importanza dei controlli stradali periodici, soprattutto in aree extraurbane dove spesso vengono sottovalutati i rischi legati alla circolazione di mezzi non in regola o condotti da persone in stato di alterazione. Le forze dell’ordine invitano i cittadini a rispettare le norme di sicurezza, ricordando che la guida responsabile è un dovere verso sé stessi e l’intera collettività.
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