La crisi del settore dei giocattoli colpisce anche Hamleys, lo storico marchio britannico fondato a Londra nel 1760 e considerato il più antico al mondo nel suo comparto. Nella giornata di martedì la catena ha temporaneamente sospeso l’attività dei negozi italiani, abbassando le saracinesche dei punti vendita di Milano, Roma e di Oriocenter a Orio al Serio.
Una decisione che ha colto di sorpresa i dipendenti e che apre scenari di forte incertezza sul futuro del brand nel nostro Paese. Nel negozio di Orio, inaugurato solo a luglio 2024, lavorano una decina di persone, che oggi, 6 febbraio, incontreranno la Filcams-Cgil per fare il punto sulla situazione e comprendere quali possano essere le prospettive occupazionali.
Un colosso storico in difficoltà
Hamleys è un nome che ha fatto la storia del giocattolo a livello mondiale. Con un fatturato superiore ai 50 milioni di sterline e il ruolo di fornitore ufficiale della famiglia reale britannica, il marchio rappresenta un’icona del retail internazionale. Eppure, nemmeno una tradizione lunga oltre due secoli sembra essere sufficiente per arginare una crisi che appare strutturale.
Secondo quanto trapela, il sipario potrebbe calare definitivamente anche in Italia, seguendo una tendenza che non riguarda solo il nostro Paese. Anche nel Regno Unito sarebbero in programma la chiusura di una trentina di negozi, segnale di una difficoltà diffusa nel settore.
Le cause della crisi
Alla base delle difficoltà di Hamleys c’è la crisi generale del comparto dei giocattoli, colpito da più fattori concomitanti. Da un lato il calo dei consumi, che riduce la spesa delle famiglie; dall’altro la concorrenza sempre più aggressiva dell’e-commerce, che ha cambiato radicalmente le abitudini di acquisto, penalizzando i negozi fisici, soprattutto quelli di grandi dimensioni.
Un contesto che rende complicato sostenere i costi di strutture prestigiose e di forte impatto, come quelle che storicamente caratterizzano il marchio britannico.
L’intreccio con Giochi Preziosi
La situazione di Hamleys si intreccia inoltre con le incertezze che gravano sul futuro dei negozi a marchio Giochi Preziosi, gruppo che aveva siglato un accordo di franchising esclusivo con la catena inglese. A Bergamo, in via XX Settembre, lo store Giochi Preziosi aveva aperto a ottobre 2023, puntando su un format di grandi dimensioni.
Il Tribunale di Milano ha però ammesso il gruppo alla procedura di composizione negoziata della crisi, uno strumento pensato per favorire il risanamento aziendale garantendo, almeno nelle intenzioni, il mantenimento dei posti di lavoro. Nonostante ciò, i segnali non sono incoraggianti.
Tagli e ridimensionamenti
Nel negozio di Bergamo, infatti, i dipendenti sono già scesi da 25 a circa 10, rispetto alla fase iniziale di apertura a pieno regime. E nel piano di ristrutturazione, ancora in fase di definizione e che dovrebbe essere presentato entro la fine di marzo, è considerata altamente probabile la riduzione dei grandi store aperti in Italia, compreso quello di via XX Settembre.
Preoccupazione per i lavoratori
La chiusura dei negozi Hamleys, anche se definita formalmente “temporanea”, ha fatto scattare l’allarme sindacale. L’incontro con la Filcams-Cgil rappresenta un primo passo per tutelare i lavoratori e comprendere se esistano margini per una ripresa dell’attività o se, al contrario, si vada verso un’uscita definitiva del marchio dal mercato italiano.
La vicenda di Orio diventa così l’ennesimo segnale delle difficoltà del retail tradizionale, anche quando a esserne colpiti sono marchi storici e simbolici. Un settore che cambia rapidamente, lasciando dietro di sé negozi chiusi, posti di lavoro a rischio e interi modelli commerciali da ripensare.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.