Le cosiddette “zone rosse” a Bergamo resteranno in vigore per altri sei mesi. Il Prefetto Luca Rotondi ha firmato una nuova ordinanza che estende fino al 16 settembre 2026 i controlli rafforzati già attivi in diverse aree della città, confermando di fatto le misure introdotte nel 2025.
Dal punto di vista formale, non si tratta di una semplice proroga. Il nuovo provvedimento si basa sul decreto sicurezza entrato in vigore il 25 febbraio, che ha ridefinito il quadro normativo attribuendo ai prefetti la possibilità di individuare specifiche zone urbane soggette a vigilanza intensificata.
Nonostante il cambiamento giuridico, l’applicazione concreta delle misure resta invariata rispetto ai mesi precedenti. Le aree interessate continuano a essere quelle già individuate per la presenza di fenomeni di degrado e illegalità.
Nel dettaglio, i controlli riguarderanno ancora via Bonomelli, via Paglia (nel tratto tra via Paleocapa e via Novelli), piazzetta Don Andrea Spada, viale Papa Giovanni XXIII fino al civico 57, oltre a via Mozart, via Leoncavallo e via Zanica fino all’intersezione con via Leoncavallo.
Si tratta di zone particolarmente sensibili. Qui si concentrano segnalazioni legate a spaccio di stupefacenti, risse e comportamenti molesti, elementi che hanno portato all’introduzione delle misure straordinarie oltre un anno fa.
Il provvedimento prevede limitazioni precise. È vietato lo stazionamento per soggetti che manifestano comportamenti aggressivi o minacciosi, oppure per persone con precedenti negli ultimi cinque anni per reati come spaccio, lesioni, rapina, furto con strappo, danneggiamento o porto abusivo di armi.
In caso di violazione, scatteranno conseguenze immediate. È previsto l’allontanamento dalle aree interessate, con possibili ulteriori sviluppi sul piano penale per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.
L’obiettivo dichiarato resta quello di garantire maggiore sicurezza urbana. La Prefettura punta a mantenere un livello elevato di controllo, assicurando la fruibilità degli spazi pubblici e la tutela dell’ordine pubblico.
A più di un anno dall’introduzione delle prime misure, il quadro non cambia quindi nella sostanza. Le “zone rosse” continuano a rappresentare uno strumento centrale nella gestione della sicurezza cittadina, ora rafforzato da una base normativa più definita.
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