I dati sul turismo in Bergamasca, in città comandano gli stranieri: “Boom dei polacchi, Bergamo orienta i flussi”

Un turismo che muta pelle, in Bergamasca, evidenziando comunque trend inarrestabili. 8 visitatori su 10 in città sono stranieri, essendo più di metà complessivamente in provincia. Tutto sul boom dei flussi

Il centro di gravità permanente dei visitatori a Bergamo e provincia? I polacchi. Tra gli stranieri, quasi otto decimi del turisti totali in città e più della metà comprese le altre aree d’interesse, sono i connazionali del compianto e santificato Giovanni Paolo II a fare la parte del leone. 113.202 arrivi contro i 79.235 del 2024. La sorpresa delle sorprese, tra i dati sui flussi turistici aggiornati all’anno scorso, con l’esposizione dei trend proiettati sulle cifre del primo trimestre del 2026, presentati oggi da Visit Bergamo, l’ente di promozione istituzionale, nella sede di viale Vittorio Emanuele. Il riferimento costante è l’avvio della raccolta dati nell’alveo del progetto Tourist Data Hub di Bergamo.

Il boom del turismo polacco: i perché

“Al gate aeroportuale di ripartenza una dottoranda in ricerca che collabora con noi ha intervistato nel 2025 124 turisti di quella nazionalità: alla base della scelta, c’è la facilità d’accesso con ben 9 città polacche collegate. Bergamo è il primo mercato nei desiderata dei polacchi”, osserva Alessandra Pitocchi, communications manager di Visit Bergamo. “Il campione esaminato mostra una prevalenza di famiglie o coppie, di un range d’età dai 18 ai 44 anni, per il 61 per cento in possesso di laurea e di cui un terzo con viaggi precedenti a Bergamo – ha proseguito Pitocchi -. Tra i vari perché, un’economia in crescita, visto l’ottanta per cento di visitatori polacchi sondati con capacità di spesa medio-alta. Bergamo viene usata come base, con più di tre giorni di permanenza, per due destinazioni principali, Milano e Varenna, sull’alto lago di Como, sponda lecchese. Il passaparola svolge un ruolo decisivo, il gradimento è di 5 su 5 per il 68 per cento degli intervistati. Bergamo è indicata come destinazione privilegiata da siti e blog turistici locali, un hub per riunirsi tra gruppi di amici”.

Il Comune e la Polonia: “Oltre Francesco Nullo”

“Ci sono ragioni di un’affinità con la Polonia che vanno ben oltre il sacrificio del nostro concittadino Francesco Nullo a favore dell’indipendenza del Paese nel lontano 1863 – spiega la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali -. La realtà è che i polacchi perseguono uno sviluppo cittadino all’insegna della mobilità dolce come il nostro. C’è un’identità fortemente cattolica in condivisione, tra gli altri tratti che ci accomunano rendendoci attrattivi”.

Sanchez (Visit Bergamo): “Il turismo non conosce inverno”

“Siamo oltre il turismo modello ‘mordi e fuggi’. Dal 2019, primo anno di rilevazioni statistiche, al 2025, siamo passati da 1,1 a 2,4 giorni di permanenza”, sottolinea l’amministratore delegato di Visit Bergamo, Christophe Sanchez. “Eravamo a livelli di ‘inverno’ turistico a marzo dell’anno scorso, poi c’è stata una decisa ripartenza in primavera ed estate. Le proiezioni indicano, per il 2026, una vera e propria accelerazione”, precisa. Un discorso a parte merita la tipologia di pernottamenti: “A livello provinciale l’alberghiero è in leggera crescita negli ultimi sei anni, ma in città è notevole, nell’ordine del 36 per cento: sono mercati turististici evidentemente diversi – continua Sanchez -. Stiamo pianificando una penetrazione nei mercati nordici, Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia. I norvegesi, in particolare, che sono ‘altospendenti’, hanno registrato un più 124% di arrivi in 6 anni”. In tutto ciò, a fare la voce grossa è lo scalo di Orio al Serio: “Il mercato rumeno è  in crescita attestandosi sulle 30 mila presenze, proprio perché l’accesso è facilitato dall’aeroporto. Nei mercati internazionali ci proponiamo, di fatto. come ‘quartiere medievale’ di Milano, non a caso l’aerostazione si chiama ‘Milan Bergamo BGY Airport’. Una scelta e un posizionamento premianti”.

L’analisi dei dati di Excellera Intelligence: i turismi

Le statistiche mostrano un fenomeno in costante ascesa. “Il trend si conferma in crescita: 1.250.000 arrivi nel 2019, il calo dovuto alle restrizioni per la pandemia di  Covid-19 l’anno successivo, a quota 448.584, e adesso sono in 1.601.188 ad arrivare e dormire in strutture in tutta la provincia – afferma Aldo Cristadoro di Intwig-Excellera che si occupa di elaborazione dati e statistiche per l’ente di promozione -. A tutto il 2025, siamo a +28,2% sul benchmark e +6,6% sul 2024. Quanto alle presenze, siamo a 3.359.760 notti spese sul nostro territorio, +7,5%, con picco a luglio, 170.326″.

Un turismo straniero

“53 per cento di turisti sono stranieri: l’anno scorso sono stati 869 mila, 54,3% degli arrivi. Gli italiani, invece, stanno accorciando il  periodo di permanenza, da, 2,09 a 2,07 giorni, mentre gli stranieri crescono da 2,2 a 2,26 portando più valore e meno mordi e fuggi: una tendenza ravvisabile sul piano nazionale con una piccola contrazione della domanda interna”, prosegue Cristadoro. “In città gli stranieri sono molto di più, 869.797 rispetto a 731.931 italiani, e la loro permanenza è aumentata dsa 2,12 a 2,17 giorni contro la diminuzione degli italiani da 2,03 giorni nel 2024 ai 2,01 dell’ultimo rilevamento statistico. In sette anni siamo nell’ordine del 50 per cento di stranieri in più, meglio distribuiti lungo tutti i dodici mesi”.

Il boom polacco: le classifiche e i trend

Polacchi in impennata, come s’è detto: in un anno sono saliti a 113.202 rispetto ai 79.235 che erano. “Germania e Francia mantengono flussi importanti, davanti a Regno Unito, Spagna, Romania, Svizzera, Paesi Bassi, USA e Belgio (18.760)”, rimarca Cristadoro. E l’anno in corso? “Fino a marzo, siamo a 120.229 arrivi e a 227.097 presenze accertate, ossia dati stimati sorprendenti e numeri importanti. Per il primo trimestre del 2026 la stima è di 338.811 arrivi, contro i 301.197 dell’anno prima, e 645.934 presenze contro 575.048, rispettivamente +12,5 e 12,3%. Ci sono comunque turismi di natura diversa tra città e provincia: i francesi e i tedeschi sono un esempio di turismo di prossimità. Quello da aree più lontane si tema possa subire il contraccolpo delle tensioni per le crisi geopolitiche e del conseguente aumento dei prezzi dei carburanti, ma finora non ci sono indicazioni di una contrazione”.

La provincia: il turismo per aree

La raccolta di dati individua le consuete dieci macro-aree turistiche, di cui otto fuori dall’hinterland allargato, in cui la provincia viene suddivisa per uno studio più dettagliato del fenomeno. Grande Bergamo, Pianura, Isola Bergamasca, Valle Imagna e Valle San Martino, Val Brembana, Valcavallina, Basso Sebino, Alto Sebino e Valseriana, di Scalve e Altopiano di Selvino.

“Il turismo per aree registra risultati ottimi sia rispetto al 2019 che al 2024 in termini di arrivi e presenze. Le uniche negatività sono nell’Isola Bergamasca e in Pianura, quest’ultima solo sugli arrivi: il turismo business nel post pandemia ha modificato le modalità di presenza”, spiega Gloria Cornolti, responsabile del Servizio Sviluppo Territoriale della Provincia di Bergamo. “In Alto Sebino e Città la crescita è grandissima rispetto ai dati di partenza del 2019, nell’ordine del 60 per cento. In

Valseriana ci sono più presenze che in Valbrembana, la quale presenta una tipologia di soggiorno più da weekend prolungato. Nell’Alto Sebino, invece, prevale il soggiorno medio-lungo. Spicca la crescita della città del 10,2 per cento e della Val Cavallina del 24″.

I flussi nelle montagne

“Le montagne hanno un mercato prettamente italiano, ma esistono margini per internazionalizzare il turismo anche nelle Orobie: qui siamo in un range dal 12 al 19 per cento di presenze straniere contro il picco del 78 per cento nel capoluogo – rileva ancora Cornolti -. L’alberghiero resta stabile, ma in Valseriana l’extra-alberghiero (B & B, case vacanze) lo supera comunque: l’incidenza cresce e non non s’arresta. Il 94 per cento dei turisti, comunque, sceglie il comparto extra-alberghiero: a orientare in tal senso, la ricerca di maggiore autonomia, flessibilità e qualità-prezzo. In Alto Sebino, in sei anni, c’è stato un vero boom, più 117 per cento, delle soluzioni CAV, casa appartamenti vacanze, la tipologia ricettiva ufficialmente fissata da Regione Lombardia”.

La sindaca Carnevali: “Cultura, accoglienza e impresa”

“Per il 2025 i dati ci confermano che città e territorio sono riconosciuti come una destinazione e un sistema di turismi fatto di cultura, accoglienza e impresa. Più di 666 mila arrivi e 1.360.000 presenze nella sola città l’anno scorso: 10,7 e 12,6 % in più rispetto al 2024”. Elena Carnevali, sindaca di Bergamo, nel commentare i dati ufficiali sul turismo bergamasco, trova motivo di soddisfazione: “Già numeri di Bergamo Brescia Capitale della Cultura del 2023 rappresentavano una sfida, invece in due anni le due voci sono cresciute del 30 e 34%. Per chi amministra è significativo che le presenze aumentino più degli arrivi, perché possiamo lavorare su un turismo che consenta di vivere di più la città, i musei, i ristoranti, un turismo slow”. L’alleanza con le altre 9 macro-aree è l’altro esito necessario del lavoro statistico: “La città non cresce da sola. Con il resto della provincia c’è un rapporto dialettico, una relazione continua di attrazione reciproca. Bergamo ha la funzione di accogliere e orientare i flussi verso le altre aree del territorio”. Una babele turistica accolta a braccia aperte dalla prima cittadina: “Il peso del turismo internazionale per il capoluogo è palese: quasi 8 turisti su 10 in città sono stranieri, facilitati dal ruolo dell’aeroporto nella riconoscibilità sui mercati internazionali. La stagionalità si sta allungando. L’alberghiero cresce del 5,3% in città del 36% sul 2019; l’extra, del 7,1 sul 2024 e del 39 sul 2019”.

La Provincia: “Le Orobie come le Dolomiti”

“Il turismo è una realtà e un argomento quotidiano, basta andare in una qualunque struttura ricettiva ma anche solo nei locali per sincerarsene. E ci sono margini per ulteriori sviluppi: credo che le Orobie nulla abbiano da invidiare alle Dolomiti”, il parere di Marco Gaverini, consigliere delegato al Turismo per la Provincia di Bergamo. Un’immagine di marca del turismo bergamasco fondanta sulle montagne, insomma: “Crediamo nel rilancio del marchio Orobie: un input post pandemia che può rendere più consapevoli i territori a livello di Istituzioni. Le offerte che hanno sono importanti; serve un turismo mirato, non di massa, rispettoso e sostenibile”.

I dati sul turismo: una fotografia dinamica

“Abbiamo investito ormai da otto anni su un progetto che restituisce una fotografia dinamica dei flussi turistici del territorio per capire come si muovono i turisti e come vivono la loro permanenza”, afferma Leda Canfarelli, presidente di Visit Bergamo. “I dati in tempo reale sono uno strumento di conoscenza importantissimo per orientare le scelte di promozione dell’ente preposto, ma anche quelle degli operatori economici. In presenza di picchi così rilevanti possiamo rivendicare un ruolo e una realtà di destinazione turistica internazionale”.

Le categorie del settore: “Turismo sempre più importante”

Giovanni Zambonelli, presidente della Camera di Commercio, ha chiuso con una sprizzata d’ottimismo e una richiesta di valorizzazione la presentazione dei dati sul turismo provinciale. “Testimoniano, innanzitutto, che il turismo è un lato sempre più importante dell’economia bergamasca. Per la ricaduta economica sul territorio, le prospettive parlano sempre e comunque di crescita  – le sue parole -. Il metodo di analisi territoriale rileva la necessità di un supporto ai territori che necessitano di aiuto. Per la Val Brembana l’auspicio è l’adozione dello stesso metodo di rilevazione: l’Alta Valle, infatti, è impostata sul mercato della neve, da Piazza Brembana in su; il resto ha un mercato completamente diverso”.

Il turismo per dati

Il territorio registra una crescita consolidata: 1.601.188 arrivi (+6,6% sul 2024) e 3.359.760 presenze (+7,5%).
Il totale degli arrivi ha superato per la prima volta il milione e 600 mila unità (1.601.188) con un incremento del 6,6% rispetto al 2024 e del 28,2% se confrontato con l’anno 2019. Il dato delle presenze è salito invece a 3.359.760 (+7,5% sul 2024 e + 38% sul 2019). Se guardiamo alla provenienza dei turisti, gli stranieri salgono al 54,3% rispetto al 53% del 2024, con una durata media del soggiorno che è salita a 2,1 giorni (contro i 2 degli italiani). Se analizziamo la città, vediamo come gli ospiti stranieri siano il 77,6% del totale (contro il 76,3% del 2024) con una permanenza media di 2,1 giorni. Nel resto della Bergamasca gli stranieri si attestano invece sul 37,7% del totale (in linea con il 2024) con 2,2 giorni di permanenza media. Di conseguenza è cresciuta anche la percentuale relativa alle presenze di turisti stranieri, dal 54,1% del 2024 al 56,2% del 2025 (erano il 45% nel 2019).

Flussi per aree

Se analizziamo arrivi e presenze nelle diverse aree della provincia, notiamo come il capoluogo salga a 666.254 arrivi (+10,7% rispetto al 2024 e + 60,6% sul 2019 con 1.359.923 presenze); l’Alto Sebino abbia registrato un incremento del 9,1% rispetto al 2024, superando quota 70 mila (70.531 e 196.349 presenze); il Basso Sebino sale a 52.516 arrivi e 196.050 presenze; la Grande Bergamo si attesta a 385.340 arrivi con 657.472 presenze; l’Isola Bergamasca conta 79.378 (-2.2%) arrivi e 144.214 presenze; la Pianura sale a 68.273 arrivi e 140.619 presenze; la Val Brembana conta 109.920 arrivi (+ 9% e +82,2% sul 2019) con 221.381 presenze; la Valcavallina 32.654 arrivi (+24%) e 70.699 presenze; Valle Imagna e Valle San Martino salgono a 35.245 arrivi e 66.761 presenze; Valseriana, di Scalve e Selvino registrano 101.077 arrivi e 306.292 presenze.

Due settori ricettivi

901.985 è il totale complessivo degli arrivi 2025 nel settore alberghiero (+1%) per 1.599.496 presenze.
Il comparto extralberghiero conta invece 699.203 arrivi (+14,7% sul 2024) per un totale di 1.760.263 presenze).
Il numero di strutture ricettive vede una crescita dell’extralberghiero che sale a 4.405 unità (+27,9% sul 2024 e + 148,2% sul 2019) contro le 250 strutture alberghiere (+0,4% sul 2024 e – 3,5% sul 2019).

Arrivi e presenze per nazionalità

Se analizziamo la provenienza dei turisti stranieri vediamo balzare al primo posto la Polonia con 113.202 unità (contro le 79.235 del 2024 e 263.196 presenze totali nel 2025). Segue la Germania con 65.500 (erano 53.147 nel 2024), Francia (59.082 contro i 49.865), Regno Unito, Spagna, Romania, Svizzera, Paesi Bassi, Usa e Belgio.
Interessante la tesi di laurea discussa dalla studentessa Anna Maria Skinner presso l’Università degli Studi di Bergamo, in collaborazione con VisitBergamo e Sacbo, che ha permesso di intervistare 124 turisti polacchi in partenza dall’aeroporto di Milano Bergamo (che alleghiamo) da cui emerge come le motivazioni di viaggio sono principalmente la facilità di accesso e i collegamenti frequenti con le città della Polonia, ma anche passaparola e ranking.

Anticipazioni sui primi mesi del 2026

Il primo trimestre 2026 si è chiuso con 338.811 arrivi (+12,5% sullo stesso periodo del 2025 e +38,9% se confrontato con il 2019) e 645.934 presenze (+12,3% sul 2025 e +44,5% sul 2019).

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Analisi mercaton polacco_Presentazione VisitBergamo_maggio2026

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