Il tessuto imprenditoriale della provincia di Bergamo continua a mostrare segnali di crescita. Nel secondo trimestre del 2026 il saldo tra nuove aperture e chiusure di attività è risultato positivo, con 270 imprese in più rispetto ai tre mesi precedenti, un dato superiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025.
Secondo i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Bergamo, tra aprile e giugno sono state contabilizzate 1.313 nuove iscrizioni e 1.053 cessazioni, determinando un tasso di crescita dello 0,29%. Sebbene il risultato resti inferiore alla media della Lombardia e a quella nazionale, conferma un andamento positivo del sistema economico provinciale.
Al 30 giugno 2026, le imprese registrate sul territorio bergamasco sono 90.979, mentre quelle effettivamente attive raggiungono quota 83.205.
La crescita è stata sostenuta soprattutto dal comparto dei servizi, che ha registrato gli incrementi più significativi. Tra i settori più dinamici figurano le attività finanziarie e assicurative, con un saldo positivo di 59 imprese, seguite dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+58), dagli altri servizi (+55), dal settore dell’alloggio e della ristorazione (+51) e dalle attività immobiliari (+50). In controtendenza il commercio, che ha invece chiuso il trimestre con un saldo negativo di 63 imprese.
Come riporta Bergamonews, anche dal punto di vista territoriale emergono segnali incoraggianti. L’area urbana della provincia è quella che ha registrato la crescita più consistente, con un incremento di 147 imprese, pari allo 0,48%. Positivi anche i dati della montagna, che ha guadagnato 68 attività (+0,52%), e della collina, con 53 nuove imprese (+0,28%). La pianura ha invece evidenziato una lieve flessione, chiudendo il trimestre con un saldo negativo di otto unità.
Tra i Comuni, Bergamo città si conferma il territorio più dinamico con 91 imprese in più, mentre Zogno registra un incremento di 12 attività. La maggior parte dei Comuni bergamaschi presenta comunque un bilancio positivo o stabile, mentre il saldo peggiore è stato rilevato a Treviglio, con nove imprese in meno.
Sul fronte delle forme giuridiche, le società di capitali continuano a rappresentare il principale motore della crescita, con un saldo positivo di 177 imprese e un incremento dello 0,55%. Anche le imprese individuali, che restano la tipologia più diffusa con oltre 43 mila attività, hanno registrato un lieve aumento, mentre le società di persone sono rimaste sostanzialmente stabili.
Segnali positivi arrivano anche dall’artigianato, che ha chiuso il trimestre con 54 imprese in più, frutto di 497 nuove iscrizioni e 443 cessazioni. Al termine del periodo, il comparto conta 28.367 imprese registrate, delle quali 28.317 risultano attive.
Nel comparto artigiano si distinguono soprattutto le altre attività di servizi e le attività amministrative e di supporto, entrambe in crescita, mentre risultano in diminuzione le imprese manifatturiere e quelle del settore delle costruzioni.
Il presidente della Camera di Commercio di Bergamo, Giovanni Zambonelli, ha evidenziato come l’espansione del tessuto imprenditoriale sia trainata dall’evoluzione delle società di capitali e dal dinamismo del terziario, sottolineando anche i buoni risultati registrati nelle aree montane della provincia.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.