Zone rosse a Bergamo prorogate: oltre 16mila controlli in 18 mesi

La Prefettura conferma la vigilanza rafforzata fino al 15 marzo 2027: più di 630 allontanamenti dall’introduzione della misura

 Le zone rosse di Bergamo resteranno operative fino al 15 marzo 2027. La Prefettura ha deciso di prolungare per altri sei mesi il dispositivo di sicurezza che interessa alcuni punti considerati particolarmente sensibili tra il centro cittadino e la Malpensata. Una decisione arrivata dopo l’analisi dei risultati ottenuti nei primi 18 mesi e delle criticità che continuano a essere riscontrate sul territorio.

Dall’introduzione della misura, avvenuta nel febbraio 2025, fino al 31 agosto 2026, le forze dell’ordine hanno sottoposto a controllo oltre 16mila persone. Nello stesso arco temporale sono stati emessi più di 630 provvedimenti di allontanamento collegati alle norme sulla sicurezza urbana e sul decoro.

Numeri che, secondo la Prefettura, testimoniano l’efficacia preventiva e repressiva del dispositivo, senza tuttavia eliminare la necessità di mantenere una presenza rafforzata nelle aree maggiormente esposte.

Quali sono le zone rosse confermate a Bergamo

La nuova ordinanza, firmata dal prefetto Luca Rotondi, non modifica la geografia delle aree interessate. La vigilanza speciale continuerà quindi a riguardare via Bonomelli, piazzetta don Andrea Spada e una parte di via Paglia, precisamente nel tratto compreso tra via Paleocapa e via Novelli.

Il provvedimento comprende inoltre viale Papa Giovanni XXIII, dall’intersezione con via Paleocapa fino al civico 57, oltre a via Mozart, via Leoncavallo e via Zanica fino all’incrocio con il passaggio di via Leoncavallo.

Si tratta di punti distribuiti principalmente tra il centro e la zona della Malpensata, individuati sulla base delle problematiche riscontrate in materia di ordine pubblico, degrado e comportamenti capaci di limitare la normale fruizione degli spazi da parte dei cittadini.

La proroga è stata valutata nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, al quale hanno partecipato anche l’amministrazione comunale, i vertici provinciali delle forze dell’ordine e il procuratore della Repubblica.

Oltre 630 allontanamenti dall’inizio del provvedimento

I controlli effettuati nell’arco di un anno e mezzo corrispondono mediamente a circa 30 persone verificate ogni giorno. A questi si aggiungono gli oltre 630 ordini di allontanamento.

Per la Prefettura, l’attività svolta ha prodotto risultati rilevanti sia nel contrasto delle condotte illecite sia sotto l’aspetto della percezione della sicurezza. La permanenza di alcune problematiche ha però portato le autorità a considerare ancora necessario il mantenimento del dispositivo.

Tra le situazioni segnalate figurano la presenza di persone coinvolte in attività illegali e comportamenti aggressivi, minacciosi o particolarmente molesti, considerati potenzialmente in grado di compromettere l’ordine pubblico e la possibilità di utilizzare liberamente determinate aree cittadine.

Sicurezza e disagio sociale, le segnalazioni della Questura

Accanto alla componente strettamente legata alla sicurezza emerge anche un secondo aspetto. Nel corso dei controlli, la Questura ha individuato diverse persone che necessiterebbero di assistenza da parte dei servizi sociali o sanitari.

Le situazioni riscontrate sono state segnalate agli uffici territoriali competenti per consentire le eventuali prese in carico.

Il quadro restituisce quindi una realtà nella quale prevenzione e repressione devono convivere con interventi di carattere sociale. Le problematiche presenti nelle aree interessate non risultano infatti riconducibili esclusivamente alla criminalità, ma comprendono anche condizioni personali di particolare fragilità.

Come funzionano le zone rosse

Il provvedimento consente alle forze dell’ordine di intervenire nei confronti di determinate categorie di persone quando vengono rispettati i presupposti stabiliti dall’ordinanza.

Particolare attenzione è rivolta a comportamenti aggressivi, minacciosi o ripetutamente molesti che possano creare un concreto rischio per la sicurezza o impedire agli altri cittadini di usufruire normalmente degli spazi pubblici.

Le disposizioni possono interessare anche soggetti denunciati, nei cinque anni precedenti, per specifiche categorie di reato. Tra queste figurano spaccio di sostanze stupefacenti, furto, rapina, lesioni, danneggiamento e porto abusivo di armi.

Quando ricorrono le condizioni previste, può essere disposto l’allontanamento dalla zona. Nei casi contemplati dalla normativa è possibile arrivare anche al Dacur, comunemente indicato come Daspo urbano, che vieta l’accesso a determinate aree della città.

Bergamo rafforza il piano per la sicurezza urbana

La conferma delle zone rosse si inserisce in un programma più ampio dedicato alla sicurezza di Bergamo e delle aree caratterizzate da un’elevata presenza di persone.

Tra gli interventi recenti rientra anche l’accordo tra Regione Lombardia, Rfi, Trenord, Prefettura e i Comuni di Bergamo e Seriate, finalizzato a potenziare la sicurezza negli spazi esterni alle rispettive stazioni ferroviarie.

La proroga fino al marzo 2027 rappresenta dunque la prosecuzione di una strategia avviata nel 2025. Gli oltre 16mila controlli e i più di 630 allontanamenti costituiscono il primo bilancio quantitativo della misura, mentre il permanere di alcune criticità ha convinto le istituzioni a non interrompere la vigilanza rafforzata.

 

Redazione

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