La Lombardia al Vinitaly: tra successi nell’export e sfide globali

Il comparto vitivinicolo lombardo si prepara a brillare a Verona, con nuove opportunità e l'ombra delle difficoltà globali. Ma nell'ultimo triennio i soli italiani che hanno approfondito l'esperienza col vino sono passati da 13 a 18 milioni

Un export in crescita e il ruolo strategico del vino per il territorio

Il comparto vitivinicolo lombardo si presenta al Vinitaly 2026 con dati in crescita, portando avanti una forte presenza a questo importante salone internazionale del vino e dei distillati, che si terrà a Verona dal 12 al 15 aprile. Durante la presentazione di ieri a Palazzo Lombardia, i leader regionali hanno sottolineato che, sebbene i consumi globali siano in calo, l’export ha raggiunto un record straordinario nel 2025. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, hanno evidenziato un incremento del 7,1% nell’export lombardo, raggiungendo la cifra record di 331,5 milioni di euro, a fronte di un calo del 3,7% a livello nazionale.

La forza della tradizione: vino di qualità e iniziative collaborative

L’incontro a Palazzo Lombardia ha messo in evidenza anche gli sforzi collettivi della Regione per integrare il settore enogastronomico con altre risorse locali. Debora Massari, assessore al Marketing territoriale, ha sottolineato l’importanza di integrare il vino con il patrimonio culturale, il paesaggio, l’artigianato e l’ospitalità. La Lombardia non vuole solo promuovere il vino, ma creare esperienze complete che coinvolgano i visitatori in un’avventura sensoriale. La cucina italiana, recentemente riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, sarà protagonista di un’iniziativa che vuole tramandare i sapori tradizionali alle generazioni future.

Il ruolo di Unioncamere e Ascovilo nel supportare il settore

Durante l’incontro, è stato messo in evidenza il ruolo fondamentale delle organizzazioni locali. Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia, ha parlato del valore strategico del vino come motore economico e occupazionale, con circa 3.000 imprese che impiegano 6.500 persone. Questo settore ha visto una crescita del 8,2% negli ultimi dieci anni, dimostrando la sua resilienza. Inoltre, Giovanna Prandini, presidente di Ascovilo, ha presentato il progetto di una piattaforma digitale per raccogliere itinerari ed esperienze enogastronomiche, facilitando la connessione tra i consumatori e i produttori.

Esperienze immersive e nuove tendenze: l’importanza del turismo enogastronomico

Negli ultimi anni, il numero di italiani che hanno vissuto esperienze legate al vino è cresciuto notevolmente, con un aumento da 13,4 milioni a 18 milioni tra il 2024 e il 2026. Roberta Garibaldi, docente all’Università di Bergamo, ha rilevato che le visite alle cantine a conduzione familiare sono tra le esperienze più richieste. Inoltre, un fenomeno crescente riguarda l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (IA), con il 56% dei turisti statunitensi che ha fatto uso di questa tecnologia per pianificare i propri viaggi enogastronomici.

L’innovazione nel settore: più produzione e nuovi mercati da sfruttare

A livello locale, in Bergamasca, la produzione è aumentata del 20% grazie a un’ottima vendemmia, ma il vero obiettivo rimane l’espansione verso nuovi mercati. Sergio Cantoni, direttore del Consorzio Tutela Valcalepio, ha dichiarato che il settore vitivinicolo della zona è pronto a sfruttare la crescente domanda di esperienze uniche, ma il problema rimane l’accesso ai mercati esteri, in particolare quelli colpiti dalle attuali guerre globali. Le aziende locali, tra cui il Consorzio che celebra i suoi 50 anni di attività, saranno protagoniste anche al Vinitaly, con sette aziende presenti all’evento e numerosi vini in esposizione.

Le sfide globali: la concorrenza del senza alcol e i conflitti internazionali

Nonostante l’aumento della produzione e l’export, il settore del vino deve fare i conti con le sfide globali, come la crescente concorrenza delle bevande alcol free, che quest’anno avranno anche uno spazio dedicato all’interno di Vinitaly. Inoltre, le guerre in corso hanno avuto un impatto negativo sul mercato estero, costringendo le aziende ad adattarsi a una platea di consumatori più vasta ma meno esperta, a beneficio di mercati più ampi, ma penalizzati dai conflitti geopolitici.

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