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La sfida del settore turismo e ristorazione: “Pochi 7 euro lordi all’ora”

Lo stato di salute del comparto turistico e della ristorazione giustificherebbe stipendi più alti dei circa 7 euro lordi all'ora. La denuncia del sindacato

Obiettivo principale, ma non l’unico, sfondare il muro dei 7 euro lordi all’ora di retribuzione media. Tanto, si fa per dire, percepiscono i circa 20 mila dipendenti in provincia di Bergamo nel settore turistico e della ristorazione. Nonostante l’importanza cruciale di questa branca del terziario anche a livello locale, come ha rimarcato Nicholas Pezzè della Filcams-Cgil provinciale, molti di questi lavoratori affrontano stipendi inadeguati e condizioni di lavoro instabili. Il dato sorprendente è che molti guadagnano meno di 15 mila euro l’anno.

Il paradosso dei salari nel turismo

Anche se il turismo rappresenta un’importante quota del PIL italiano, gli stipendi di molti nel settore non riflettono questa realtà. Con salari che spesso si aggirano intorno alla somma ricordata in premessa, molti lavoratori sono costretti a superare spesso le 45-50 ore a settimana. Una situazione aggravata dal fatto che molti sono impiegati con contratti part-time o temporanei, senza prospettive di una posizione stabile.

Un settore vitale per l’economia nazionale

Nel 2022, il valore aggiunto del turismo era di poco più di 100 miliardi di euro, pari a circa il 6% del PIL nazionale. Nel solo primo semestre del corrente anno, l’Italia ha visto l’assunzione di circa 90 mila persone nel settore, dimostrando ulteriormente il proprio peso.

Il confronto tra sindacati e imprese

Il 22 settembre si è tenuta una tavola rotonda per discutere le prospettive di occupazione di qualità nel settore turistico a Bergamo. Moderata da Benedetta Ravizza de L’Eco di Bergamo, ha offerto un’opportunità per un dialogo profondo tra sindacati e rappresentanti delle imprese.

La qualità del lavoro post-Covid

Sebbene con Bergamo e Brescia 2023 Capitale italiana della Cultura il settore turistico e della ristorazione abbia mostrato segni di recupero (+65% di visitatori unici, +34% rispetto al 2019) dopo gli anni della pandemia, zavorrati da chiusure e zone soggette a restrizioni, la qualità del lavoro non ha seguito la stessa tendenza. La precarietà predomina, con la necessità di personale specializzato e salari adeguati per fornire servizi di qualità.

Turismo, gli interventi dei principali stakeholder

Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha sottolineato l’importanza di aumentare la qualità dell’offerta come premessa per migliorare anche le retribuzioni. I rappresentanti del comparto, come il presidente di Ascom Bergamo Giovanni Zambonelli e il presidente di Confesercenti Bergamo Antonio Terzi, hanno condiviso le loro preoccupazioni e soluzioni proposte per affrontare le sfide correnti del settore.

Zone d’ombra nel settore turistico

Marco Toscano, segretario provinciale della Cgil e Stefano Chiaraluce di Filcams (Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Albergo, Mensa e Servizi) hanno sollevato preoccupazioni riguardanti l’uso improprio di contratti e voucher, reintrodotti dal governo attuale, suggerendo la necessità di una maggiore protezione dei lavoratori.
In conclusione, sebbene il settore turistico e ristorativo a Bergamo sia fondamentale per l’economia, è chiaro che sono necessarie riforme significative per garantire che i lavoratori ricevano stipendi adeguati e condizioni di lavoro equilibrate.

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