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Arresto in Via Foro Boario, estorsione fallita

Un turista colombiano vittima di un tentativo di estorsione viene salvato dall'intervento tempestivo della polizia.

In un recente evento serale avvenuto martedì in via Foro Boario, un individuo è stato posto sotto arresto dopo aver tentato di monetizzare il ritorno di una valigia sottratta a un turista. L’episodio ha avuto luogo quando un viaggiatore proveniente dalla Colombia, in fase di partenza da un bed&breakfast situato nella stessa via a Bergamo, si è visto privato del proprio bagaglio.

Il malintenzionato ha esposto la condizione di un pagamento per la restituzione della valigia, condizione che il turista ha categoricamente rifiutato, cercando di riappropriarsi del suo bene e subendo un’aggressione fisica come conseguenza.

L’incidente ha suscitato l’interesse dei residenti locali, uno dei quali ha prontamente segnalato l’accaduto alle autorità chiamando il numero di emergenza 112. Gli agenti di polizia, giunti sul posto verso le 21.30, si sono trovati di fronte a un aggressore visibilmente alterato. La situazione ha richiesto l’uso dello spray al peperoncino da parte degli agenti per poter procedere all’arresto dell’individuo, identificato come B.K., un senegalese di 29 anni, attualmente senza una residenza fissa.

L’accusa mossa contro B.K. includeva tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. Dopo aver passato la notte in custodia, è stato presentato davanti al giudice, scegliendo di non fornire dichiarazioni, in parte attribuendo la propria amnesia agli eventi della sera antecedente.

Il dibattito in tribunale ha visto il pubblico ministero richiedere la convalida dell’arresto e l’applicazione di una misura cautelativa severa, data la storia pregressa di B.K. e la sua attuale situazione di disoccupazione e assenza di un domicilio fisso. Al contrario, il suo difensore ha argomentato contro la convalida dell’accusa di tentata estorsione, sostenendo la mancanza di flagranza nel reato. Il giudice ha emesso un verdetto parzialmente a favore della difesa, riconoscendo soltanto il reato di resistenza e imponendo un divieto di soggiorno a Bergamo e provincia per l’imputato.

Il procedimento legale è stato pertanto differito al 15 marzo, per ulteriori sviluppi e deliberazioni.

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