Un 66enne bosniaco, espulso dall’Italia e rimpatriato nel 2018, è stato arrestato per ingresso illegale dopo essere stato fermato dalla polizia stradale di Seriate sull’autostrada A4. L’uomo, identificato come R.S., ha giustificato il suo rientro dichiarando di dover effettuare controlli medici urgenti a seguito di un infarto.
Il fermo è avvenuto mercoledì 6 novembre, durante un normale controllo su un’auto segnalata per attività illecite. Gli agenti della stradale di Seriate, insospettiti dal veicolo, hanno fermato e identificato il conducente, scoprendo che si trattava di un uomo già espulso dal Paese. Dal controllo è emerso il provvedimento di espulsione in corso, che vietava all’uomo l’ingresso in Italia per un periodo di cinque anni, rendendo quindi illegale il suo ritorno.
Accompagnato in tribunale il giorno successivo, l’uomo ha cercato di spiegare la propria situazione al giudice. R.S. ha affermato di essere tornato per motivi di salute, presentando documentazione medica che attestava la necessità di sottoporsi a controlli cardiologici urgenti, in seguito a un attacco di cuore. Secondo quanto dichiarato dall’imputato, era convinto che il divieto di rientro si estendesse solo per cinque anni dalla data del rimpatrio e che ora fosse possibile tornare. Tuttavia, l’ingresso nel Paese senza autorizzazione ha configurato la violazione delle leggi sull’immigrazione.
Nel 2018, R.S. era stato accompagnato all’aeroporto e rimpatriato con un volo diretto in Bosnia, da dove, secondo le disposizioni italiane, non avrebbe potuto fare ritorno prima dell’autorizzazione delle autorità italiane. Nonostante le sue giustificazioni, il giudice ha convalidato l’arresto, sottolineando la violazione del divieto, e l’uomo sarà chiamato a rispondere del reato di rientro illegale nel territorio nazionale.
L’episodio solleva interrogativi sulla gestione dei provvedimenti di espulsione e sui diritti legati all’accesso a cure mediche per cittadini stranieri espulsi. La questione medica presentata dal 66enne potrebbe aprire un dibattito su eventuali eccezioni o permessi di breve periodo per chi, come R.S., necessita di assistenza sanitaria non disponibile nel Paese d’origine.
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