San Giovanni Bianco, chiude l’ultimo fruttivendolo: addio a un secolo di storia

L'ortofrutta Crapì abbassa le saracinesche: il negozio era attivo fin dalla fine dell'Ottocento

Una pagina storica si chiude a San Giovanni Bianco, nel cuore della Val Brembana. Da lunedì 9 giugno, l’ultimo fruttivendolo del paese chiuderà definitivamente. Si tratta dell’«Ortofrutta e fiori Crapì», gestito da Osvaldo Galizzi e Sabrina Vecchietti, che da oltre quarant’anni mantenevano viva una tradizione commerciale iniziata a fine Ottocento.

Lo storico esercizio, situato all’inizio di viale Roma, in quella che un tempo era piazza Boselli (oggi piazza Martiri di Cantiglio), era un punto di riferimento per generazioni di residenti. Aperto in un’epoca in cui San Giovanni Bianco era ancora un borgo agricolo e commerciale, è sopravvissuto a guerre, boom economico e avvento dei supermercati, mantenendo una clientela affezionata e uno stile di vendita che privilegiava il contatto diretto e la qualità della merce.

Un secolo di ortaggi, colori e volti

Nelle cartoline d’epoca, l’ortofrutta appare accanto alla storica macelleria (anch’essa ormai chiusa), con le ceste di frutta e fiori che coloravano il centro. L’attività ha attraversato decenni di trasformazioni sociali e urbanistiche, resistendo come ultimo baluardo del piccolo commercio di vicinato, quando in paese operavano almeno sei fruttivendoli.

Nel febbraio scorso, Osvaldo Galizzi aveva addirittura deciso di raddoppiare, aprendo un secondo punto vendita a San Pellegrino Terme. Ma problemi di salute hanno complicato la gestione di due attività in parallelo, portando alla decisione di concentrarsi solo sul nuovo negozio. Da San Pellegrino, infatti, verrà comunque garantita la consegna a domicilio per i clienti di San Giovanni Bianco.

L’appello: “Cerchiamo qualcuno che voglia continuare”

«Purtroppo e a malincuore dobbiamo chiudere – ha dichiarato Osvaldo a L’Eco di Bergamo –. Spero che qualcuno voglia rilevare questa attività, ancora ben avviata e amata. È una bottega che esiste da oltre un secolo, e sarebbe un peccato perderla per sempre». Il negozio, infatti, non cesserà di esistere per necessità economiche, ma per l’impossibilità pratica di portare avanti due punti vendita contemporaneamente.

Una crisi che coinvolge tutto il paese

La chiusura dell’«Ortofrutta e fiori Crapì» si inserisce in un contesto preoccupante di desertificazione commercialeche coinvolge molte realtà di San Giovanni Bianco. Negli ultimi anni hanno abbassato le serrande bar, botteghe, ristoranti e negozi storici, come sta per accadere anche allo store sportivo Milesi in via Piazzalunga. La trasformazione del tessuto urbano e l’impatto dei grandi centri commerciali nei dintorni stanno erodendo la vitalità economica del centro storico, riducendo le occasioni di socialità e il presidio di prossimità.

Un addio che è anche un simbolo

Il negozio di Galizzi e Vecchietti rappresentava molto più di un punto vendita: era un luogo di incontro quotidiano, una presenza familiare nel tessuto sociale del paese. La sua chiusura segna la fine di un’epoca, quella delle botteghe tramandate di generazione in generazione, che oggi faticano a trovare un ricambio e un futuro.

Redazione

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