È iniziata a Bergamo la settima edizione della Summer School Ci-Lam, progetto formativo internazionale sviluppato all’interno del China-Italy Joint Laboratory on Advanced Manufacturing, frutto della cooperazione tra l’Università di Bergamo, l’ateneo Federico II di Napoli e la Tsinghua University di Pechino. L’edizione 2025, avviata ufficialmente il 10 luglio nella sede di Sant’Agostino di UniBg, si svolgerà fino al 17 luglio e coinvolge 53 partecipanti, tra cui 37 studenti cinesi e 16 italiani, impegnati in un percorso didattico ad alta specializzazione.
L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare il ponte tra Italia e Cina nel campo del manifatturiero avanzato, coinvolgendo atenei e imprese in un confronto internazionale sulle tecnologie emergenti, dall’intelligenza artificiale per l’industria all’additive manufacturing, fino alla robotica e alla green IoT.
Una piattaforma in espansione tra Europa e Asia
Lanciata nel 2017, Ci-Lam ha toccato negli anni Napoli, Pechino, Bergamo e anche l’ambiente digitale durante la pandemia, accogliendo nuovi partner di rilievo come Capital Normal University, Shanghai Dianji University, il consorzio Intellimech, la società Spici, e Tus-Caohejing (Shanghai). Un network sempre più esteso che alimenta il dialogo tra università, centri di ricerca e industria.
Un’esperienza internazionale tra scienza e cultura
La Summer School 2025 propone un’offerta interdisciplinare rivolta a studenti magistrali e dottorandi, che avranno l’opportunità di confrontarsi sui grandi temi del futuro produttivo. Come sottolineato da Zhang Zhen, professore della Tsinghua University, «l’iniziativa crea occasioni di confronto accademico e culturale, rafforzando competenze e relazioni durature tra i partecipanti».
Sinergia tra università e impresa
Durante la cerimonia inaugurale sono intervenuti esponenti del mondo accademico e industriale, tra cui il rettore di UniBg Sergio Cavalieri, che ha evidenziato «l’importanza di investire in capitale umano e innovazione per sostenere lo sviluppo tecnologico del territorio», ringraziando Confindustria Bergamo per il ruolo attivo nel progetto.
Fabio Golinelli (Commissione Innovazione di Confindustria), Stefano Ierace (Intellimech), e i rappresentanti del Consolato Generale Cinese a Milano hanno sottolineato il valore strategico della collaborazione italo-cinese per promuovere un’industria avanzata, sostenibile e interconnessa.
Il manifatturiero come ponte tra due Paesi
Il professor Jason Wang (Tsinghua University) ha richiamato la natura profonda del progetto: costruire un ponte scientifico e tecnologico tra due Paesi protagonisti del manifatturiero mondiale, promuovendo la circolazione di idee, competenze e tecnologie in un’ottica di reciproco arricchimento.
L’apertura ufficiale è stata affidata anche a Keni Qiu (Capital Normal University) e a Fabiana Pirola (Università di Bergamo), in un contesto che conferma come la cooperazione accademica internazionale sia sempre più strategica per lo sviluppo dell’industria globale.
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