L’Università degli Studi di Bergamo conferma la propria capacità di accompagnare gli studenti verso il mondo del lavoro. Secondo il nuovo rapporto AlmaLaurea 2025, oltre otto laureati su dieci trovano un impiego entro un anno dal conseguimento del titolo, mentre migliorano anche la regolarità degli studi e la partecipazione ai programmi internazionali.
L’indagine ha coinvolto complessivamente 6.807 laureati dell’Ateneo bergamasco e fotografa sia il profilo degli studenti sia la loro condizione occupazionale a uno e cinque anni dalla laurea.
Occupazione elevata dopo il titolo
Per i laureati triennali il tasso di occupazione a un anno dal conseguimento del titolo raggiunge l’81,7%, un dato leggermente inferiore a quello della precedente rilevazione (84%), ma sostanzialmente in linea con la media nazionale dell’81,2%.
La retribuzione media netta mensile si attesta a 1.399 euro.
Ancora migliori i risultati per chi completa un percorso magistrale. A un anno dalla laurea di secondo livello il tasso di occupazione sale all’86,6%, valore superiore alla media lombarda dell’84,9%.
La retribuzione netta media raggiunge 1.499 euro al mese, in linea con il dato nazionale.
A cinque anni stipendi più alti e contratti stabili
I risultati diventano ancora più significativi nel medio periodo.
Tra i laureati magistrali a cinque anni dal titolo il tasso di occupazione raggiunge il 96,1%, superando leggermente la media regionale.
In crescita anche la quota di lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato, pari al 69,3%, contro il 67,5% della precedente rilevazione.
Le retribuzioni arrivano a una media di 1.938 euro netti mensili, superiore al dato nazionale e vicina a quello lombardo.
Sempre più studenti si laureano nei tempi previsti
Uno degli aspetti più positivi emersi dal rapporto riguarda la regolarità del percorso universitario.
Il 65% degli studenti dell’Università di Bergamo conclude gli studi nei tempi previsti, in aumento rispetto al 61,9% dell’anno precedente.
Un risultato migliore rispetto alla media nazionale del 60,4% e vicino a quella lombarda del 67,1%.
Cresce l’internazionalizzazione
L’Ateneo bergamasco continua inoltre a rafforzare la propria vocazione internazionale.
Il 12,3% dei laureati ha svolto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal proprio corso di laurea, dato in crescita rispetto al 10,6% registrato l’anno precedente.
La percentuale supera sia la media lombarda (8,5%) sia quella nazionale (10,2%).
Tra gli studenti magistrali il dato sale addirittura al 20,4%, arrivando al 25,2% considerando anche le esperienze effettuate durante il percorso triennale.
Alta soddisfazione degli studenti
I numeri confermano anche un elevato livello di soddisfazione.
L’89,7% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria complessiva, mentre il 90,7% apprezza il rapporto con i docenti e l’84,8% valuta positivamente l’attività didattica.
Significativo anche il dato relativo alla fedeltà all’Ateneo: il 70% degli studenti sceglierebbe nuovamente lo stesso corso di laurea e la stessa università.
Campopiano: “Risultati incoraggianti”
Per Giovanna Campopiano, delegata del rettore all’Orientamento in uscita, tirocini e placement, i dati confermano la qualità dell’offerta formativa dell’Università di Bergamo.
“L’aumento del numero di laureati, la maggiore regolarità negli studi e la crescita delle esperienze internazionali testimoniano l’efficacia delle azioni messe in campo dall’Ateneo. Sul fronte occupazionale registriamo risultati incoraggianti, con livelli di inserimento nel mercato del lavoro elevati e retribuzioni in crescita a cinque anni dal titolo”, ha spiegato a L’Eco di Bergamo.
I dati AlmaLaurea confermano così il ruolo sempre più centrale di UniBg nel panorama universitario italiano, con risultati significativi sia sul piano formativo sia su quello professionale.
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