Le riserve idriche in Lombardia continuano a diminuire rispetto alla media degli ultimi anni. Secondo l’ultimo bollettino di Arpa, aggiornato al 1° marzo, la disponibilità complessiva di acqua tra neve, invasi e grandi laghi è in netto calo, anche se al momento non si parla ancora di emergenza.
In tutta la regione sono disponibili circa 2.432 milioni di metri cubi d’acqua, un valore inferiore del 12,7% rispetto alla settimana precedente e del 28,1% rispetto alla media del periodo 2006-2025, che supera i 3.385 milioni di metri cubi.
Uno dei fattori principali è la riduzione del manto nevoso. La quantità di neve sulle montagne lombarde è inferiore del 21% rispetto allo scorso anno e del 43,4% rispetto alla media degli ultimi vent’anni, con effetti diretti sulla disponibilità idrica nei bacini fluviali.
Situazione nei bacini bergamaschi
Il calo si riflette anche nei principali bacini idrografici della provincia di Bergamo. Nel bacino dell’Adda, che comprende il lago di Como, sono disponibili 689 milioni di metri cubi d’acqua, contro gli 815 registrati nello stesso periodo del 2025. Il dato corrisponde a una diminuzione del 15,5% rispetto allo scorso anno e del 32,1% rispetto alla media storica.
La situazione appare invece più stabile nei bacini dei due principali fiumi bergamaschi.
Nel bacino del Brembo si registrano 41,1 milioni di metri cubi d’acqua, di cui 4,7 milioni negli invasi montani e il resto calcolato in base all’equivalente in acqua della neve. Il dato è in linea con quello di marzo 2025, ma resta comunque inferiore del 40,5% rispetto alla media storica.
Nel bacino del Serio le riserve idriche ammontano a 43 milioni di metri cubi, circa il 30% in meno rispetto alla media ventennale, ma sostanzialmente in linea con il livello registrato lo scorso anno.
Oglio e lago d’Iseo sotto i livelli del 2025
La situazione più critica riguarda invece il bacino dell’Oglio, che comprende il lago d’Iseo. Al 1° marzo si registravano 183 milioni di metri cubi d’acqua tra neve, invasi e lago, circa 60 milioni in meno rispetto al 2025, pari a un calo del 24%.
Il confronto con la media storica è ancora più marcato: la disponibilità idrica è inferiore del 42% rispetto ai valori registrati dal 2006 a oggi.
Anche il livello del Sebino evidenzia una situazione più bassa rispetto allo scorso anno. Dopo aver raggiunto -11 centimetri sotto lo zero idrometrico a fine gennaio, il lago è risalito a 9 centimetri sopra lo zero a inizio marzo, per poi scendere nuovamente a 5,4 centimetri.
Il confronto con il 2025 resta significativo: il 10 marzo dello scorso anno il livello era vicino ai 60 centimetri, oltre mezzo metro più alto rispetto alla situazione attuale.
«Non è emergenza, ma bisogna muoversi per tempo»
Sulla situazione è intervenuto Mario Reduzzi, presidente del Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca, che invita alla prudenza pur escludendo scenari di crisi imminente.
«In tutta la Lombardia registriamo circa il 17% in meno di capacità idrica rispetto al 2025, ma al momento non si parla di emergenza», ha spiegato.
Reduzzi sottolinea però la necessità di monitorare attentamente la situazione, confidando nelle piogge primaverili e nello scioglimento della neve ancora presente in montagna.
Nei bacini dell’Adda e dell’Oglio, infatti, i laghi funzionano come serbatoi naturali per l’irrigazione e, se necessario, i livelli potrebbero essere aumentati per facilitare la gestione delle risorse.
Diversa è invece la situazione nei bacini del Brembo e del Serio, dove non esistono grandi bacini naturali in grado di accumulare acqua.
La situazione verrà monitorata anche a livello regionale: nei prossimi giorni è previsto un tavolo tecnico convocato dall’assessore regionale Massimo Sertori per fare il punto sulla disponibilità idrica.
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