Anpi Seriate, polemica sul post contro Giorgia Meloni: “Non sa un c****”

Il messaggio pubblicato sui social dall’Anpi Seriate scatena discussioni e critiche: al centro della controversia le parole dello scrittore Luigi Quartucci, le accuse rivolte alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e le reazioni di chi contesta i toni utilizzati

Il post pubblicato sulla pagina dell’Anpi Seriate

Una discussione politica dai toni accesi è nata dopo la pubblicazione, sulla pagina Facebook dell’Anpi Seriate, di un intervento firmato da Luigi Quartucci, scrittore, funzionario di banca in pensione, già candidato sindaco del Movimento 5 Stelle a Travagliato, nella Bassa Bresciana, e attivo nell’Osservatorio sulla Legalità e i Diritti.

Nel testo, Quartucci ha rivolto pesanti critiche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, utilizzando espressioni fortemente polemiche sulla sua storia personale, familiare e politica.

Le parole di Quartucci contro la presidente del Consiglio

Nel post, riportato integralmente nei passaggi principali, l’autore scrive:

“Talvolta, pensando a Gioggia, mi ricordo che papà suo era un delinquente, arrestato per spaccio di droga, che mammà scriveva romanzetti soft porno, che lei e sua sorella sono figlie adulterine (papà era sposato e mammà era la sua segretaria), che a forza di arrampicarsi su tutte le scale, scalette e liane che ha trovato, ha finito per arrivare a fare il presidente del consiglio senza sapere un c***o di economia, di diritto, di politica economica, di scienza delle finanze, di storia, di geografia, e neppure, non dico di matematica, di semplice aritmetica visto che non sa fare i conti nemmeno con una calcolatrice, roba che nemmeno un bambino di sei anni in prima elementare!”

Nel messaggio vengono quindi espresse valutazioni personali e giudizi molto duri sulle capacità politiche e culturali della premier.

Le accuse al governo e agli esponenti politici

Proseguendo nel suo intervento, Quartucci ha criticato anche l’azione dell’esecutivo e alcuni rappresentanti della maggioranza.

Nel post si legge:

“Ora è costretta a fare una cosa della quale non ha la minima idea di come farla, cioè governare, si è circondata di esaltati, decerebrati, ignoranti, delinquenti, ladri e corrotti e quindi non può aspettarsi nessun contributo da loro”.

Il riferimento prosegue con un attacco ai due vicepresidenti del Consiglio, Antonio Tajani e Matteo Salvini, ndicati nel testo con soprannomi ironici:

“Pensate alle figure di palta che quotidianamente collezionano i suoi due vice, Tonino l’orsetto ballerino e Matteo il cazzaro girasagre”.

I riferimenti alla politica internazionale

Nel suo intervento, lo scrittore ha poi espresso valutazioni negative sulla posizione internazionale del governo guidato da Giorgia Meloni, citando diversi Paesi e vicende diplomatiche.

Quartucci ha scritto:

“Non parla con i giornalisti perché non sa cosa rispondere, non parla con gli avversari politici perché la spianano tutti, in quattro anni è riuscita a inimicarsi la Russia, la Cina, l’Iran, la Francia e ora la Spagna”.

Nel testo viene inoltre citato il caso di Ceuta, territorio spagnolo al centro di tensioni diplomatiche per la recente crisi migratoria dal Marocco, con un riferimento alla posizione dell’Europa:

“Ha chiesto una videoconferenza proponendo sanzioni contro la Spagna per l’affare di Ceuta e l’Europa ha pubblicamente lodato Sanchez per il modo brillante in cui ha risolto la crisi”.

La conclusione del post e il passaggio sulla “pietà”

Nella parte finale del messaggio, Quartucci afferma di provare, seppur raramente, una sorta di sentimento di comprensione verso la presidente del Consiglio.

L’autore scrive:

“Come non avere pietà per questa derelitta?”

Poi aggiunge:

“Devo dire che, normalmente, ci riesco benissimo, in fin dei conti mamma e papà non se li è scelti lei e non è responsabile di quel che fanno, ma il resto se lo è andato a cercare di proposito”.

Il post termina con una ripetizione ironica:

“Un afflato. Un[ affl…Un] af… un…
E niente, non ci riesco proprio.”

Le critiche al contenuto del messaggio

Dopo la diffusione del post sono arrivate diverse reazioni critiche da parte di utenti che hanno contestato soprattutto il riferimento alla famiglia della premier e il linguaggio utilizzato.

Un commentatore ha scritto:

“Dunque Giorgia è arrivata da sola, con le sue forze, la sua determinazione, la sua intelligenza, ad essere il Presidente del Consiglio. Alla faccia di chi in mancanza di argomenti la denigra per la sua famiglia, come in questo squallido post”.

Le accuse di superamento del confronto politico

Un’altra utente ha distinto tra critica politica e attacco personale, commentando:

“Si può criticare Giorgia Meloni, il suo Governo e qualunque scelta politica, anche con estrema durezza. Fa parte della democrazia”.

La stessa commentatrice ha poi aggiunto:

“Ma ciò che ha scritto qui va ben oltre la critica politica. Tirare in ballo i genitori, parlare di ‘figlie adulterine’, utilizzare espressioni umilianti sulla persona, definire indiscriminatamente ministri e rappresentanti delle istituzioni ‘decerebrati, ignoranti, delinquenti, ladri e corrotti’ non è argomentare: è aggressione verbale”.

Le critiche alla premier ma senza riferimenti personali

Un’altra donna intervenuta nella discussione ha espresso comunque un giudizio negativo sulla politica di Giorgia Meloni, ma ha preso le distanze dai riferimenti alla famiglia.

Nel commento si legge:

“Non mi piace la Meloni, la reputo una bugiarda e traditrice in primis verso i suoi elettori, un arrivista e un incapace ma abbiamo tanti argomenti per criticarla senza dover scavare nella sua vita familiare, sulle scelte dei suoi genitori di cui lei certamente non ha colpa”.

Il dibattito sulla classe politica italiana

Un ulteriore commento ha allargato la discussione ad altri esponenti politici, sostenendo:

“Beh, hai descritto la personalità di molti nostri politici, perché signore Iddio, cosa pensare allora di personaggi come la Schlein, Fratoianni ed altri esponenti della sinistra con i quali le speranze della stessa di poter governare questo nostro martoriato paese sono ridotte al lumicino?”.

Lo stesso utente ha poi aggiunto:

“Si cadrebbe dalla padella alla brace, potrete dire quello che volete della ‘Gioggia’, ma solo perché mancherebbe una valida e convincente alternativa, preparatevi a vederla per qualche altra legislatura”.

Nel commento viene infine citato anche il nome del generale Vannacci come possibile elemento di cambiamento politico, ma in senso deteriore:

“Sempre se una mina vagante non sovverta tutto, una mina che ha stampigliato il nome del generale Vannacci, ed il pericolo è più concreto di quanto possiate immaginare.”

Una polemica che riaccende il confronto sui toni della politica

La vicenda dell’Anpi Seriate ha riportato al centro del dibattito il tema dei limiti del confronto politico sui social network. Da una parte vengono rivendicate la libertà di critica e la possibilità di contestare duramente governi e istituzioni; dall’altra viene sottolineata la necessità di evitare attacchi personali e riferimenti alla vita privata quando il confronto riguarda l’azione politica.

Redazione

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stefano dellanoce
2 mesi fa

SPERO TANTO CHE VENGA QUERELATO. Non se ne può più di questi attacchi che, chissà perché, vengono tutti da SINISTRA.

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