In Lombardia in dieci anni si è perso più di un quarto delle imprese artigiane. Una media leggermente superiore a quella nazionale. In termini assoluti, rispetto al 2015 ci sono 82.396 imprese in meno. E solo nell’ultimo anno se ne sono perse 13.402 (-5,3%).
Questa l’analisi dell’Ufficio Studi della Cgia, che lancia l’allarme per un fenomeno che in Italia ha portato in un decennio alla perdita di un quinto delle imprese artigiane registrate (-433.863 in termini assoluti).
Nella provincia di Bergamo nel 2024 risultavano iscritte 33.414 imprese artigiane. Nel 2025 il loro numero è sceso a 31.739, con una perdita solo nell’ultimo anno di 1.675 imprese (-5,0).
In Italia
Negli ultimi dieci anni l’Italia ha perso 433.863. Precisamente una su quattro rispetto a quelle che si contavano nel 2015. Una contrazione che è proseguita nell’ultimo anno: 69.835 imprese artigiane in meno (-5,1%).
Nel 2025 le sedi di imprese artigiane attive in Italia hanno toccato 1,22 milioni di unità . Anche il numero di artigiani – rileva l’Ufficio studi della Cgia – è ininterrottamente diminuito: se nel 2015 a lavorare nel comparto erano 1,7 milioni di persone, nel 2025 se ne contano quasi 1,3 milioni, praticamente quasi 434mila in meno (-25,1%).
L’impatto dell’AI
Un fenomeno che ora deve fare i conti anche con l’impatto dell’Intelligenza Artificiale, che certo non può sostituire il “saper fare” artigiano, ma può creare un’ulteriore selezione (anche con occasioni di sviluppo) tra le imprese del settore.
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