Un Comune in crisi: bilancio e uffici vuoti
A Canonica d’Adda, il sindaco Riccardo Sonzogni e l’intera Giunta si dimettono dopo soli sei mesi dall’insediamento. La decisione, ufficializzata venerdì 22 novembre, arriva a seguito di una situazione finanziaria gravissima, ereditata dalla precedente amministrazione, e della paralisi causata dalla carenza di personale negli uffici comunali.
Il bilancio in disavanzo e l’impossibilità di garantire i servizi essenziali sono stati i fattori decisivi che hanno spinto la maggioranza consiliare a fare un passo indietro. Dopo un confronto avvenuto martedì scorso con il prefetto di Bergamo, Luca Rotondi, è stato deciso di lasciare la gestione del Comune alla Prefettura.
Un bilancio insostenibile e assenza di personale
I problemi finanziari del Comune sono apparsi in tutta la loro gravità durante le verifiche contabili avviate dalla nuova amministrazione. Secondo quanto emerso, Canonica d’Adda ha una cassa in disavanzo di centomila euro, mezzo milione di fatture non pagate e fondi di garanzia inesistenti.
A questo si aggiunge la carenza di personale negli uffici comunali, che ha bloccato il piano di assunzioni previsto, rendendo impossibile l’erogazione dei servizi fondamentali. La situazione si è aggravata con l’assenza di un revisore dei conti, dato che ben sette professionisti indicati dalla Prefettura hanno rifiutato l’incarico.
Il ruolo del commissario prefettizio
Con le dimissioni in blocco della maggioranza, il prefetto Rotondi ha avviato la procedura per lo scioglimento del Consiglio comunale, che sarà formalizzato con decreto del Presidente della Repubblica. Nel frattempo, il capo di gabinetto della Prefettura di Bergamo, il viceprefetto Marisa Amabile, è stata nominata commissario incaricato.
La nuova gestione commissariale avrà il compito di stabilizzare la situazione economico-finanziaria e di garantire i servizi essenziali alla cittadinanza. Una delle priorità sarà effettuare una ricognizione completa delle criticità e adottare strategie per riportare il Comune a una gestione sostenibile.
La lettera di dimissioni
Il sindaco Riccardo Sonzogni e la sua squadra hanno indirizzato una lettera aperta alla cittadinanza per spiegare le ragioni delle dimissioni:
«Gentili concittadini,
Il Comune che abbiamo preso ad amministrare questa estate trascina e intreccia due gravi crisi che, combinate, divengono un circolo vizioso gravissimo: quella di una situazione economico-finanziaria molto severa e quella dell’assenza di personale.
Abbiamo aggiornato i cittadini, tramite assemblea e stampa, su come, mettendo in ordine conti e bilanci nel rispetto della normativa contabile, sia emersa una situazione economico-finanziaria più grave di quanto preventivato e di quanto fosse visibile prima. L’approfondimento di cause e responsabilità supponiamo che continuerà nelle sedi opportune, alle quali è stata trasferita la documentazione in modo trasparente e da cui si avranno risposte e indicazioni.
Ma, nell’immediato, la situazione è emergenziale, essendo la vita del Comune paralizzata, tanto da non poter erogare i servizi indispensabili e svolgere funzioni fondamentali. Sono i numeri a illustrare la grave situazione: mezzo milione di fatture da pagare, con una cassa già in disavanzo di centomila euro; il disequilibrio con cui gli impegni di spesa a ottobre superavano di 250mila euro gli accertamenti di entrata; le centinaia di migliaia di euro da vincolare in fondi di garanzia che non erano presenti in bilancio.
Ma non è questo a generare l’urgenza di scelte importanti. A spaventare e a far rischiare situazioni molto gravi sono infatti gli uffici quasi vuoti, che non consentono di garantire neppure i servizi fondamentali. Ciò perché la situazione contabile, economica e finanziaria ha generato il blocco del piano di assunzioni preventivato e, a causa dell’impossibilità di impegnare spesa, ha portato gli uffici a doversi privare anche delle collaborazioni esterne a cui il Comune da tempo si appoggiava, prediligendole, purtroppo, alle assunzioni.
Anche la vita istituzionale si è fermata, per mancanza di possibilità e soprattutto per l’assenza prolungata di un revisore dei conti, considerando che già sette revisori, indicati dalla Prefettura, hanno rifiutato l’incarico presumibilmente consci della grave situazione.
Per le suddette ragioni, per il bene dell’Ente, del Comune e dei cittadini, con decisione compatta e unanime del Sindaco, degli Assessori e dei Consiglieri, l’intero gruppo di maggioranza ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni in un iter che affidi la gestione alla Prefettura nel minor tempo possibile.
Ci sentiamo di aver fatto tutto il possibile, compatibilmente con le leggi e con gli strumenti a disposizione dell’Amministrazione, per sanare la situazione a livello di sostenibilità almeno fino a fine anno, ma non è bastato e urge che il Comune sia nelle mani di autorità che abbiano strumenti e potere per riattivarlo in tempi brevi».
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