Il mercato del lavoro bergamasco mostra segnali di stabilizzazione. Lo conferma il report dell’Osservatorio Mercato del lavoro della Provincia di Bergamo, che analizza il primo trimestre 2025: le dimissioni volontarie calano del 10% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre il saldo occupazionale registra un aumento di 6.517 posizioni di lavoro dipendente su base annua.
La tendenza a “restare al proprio posto”, dopo il periodo caratterizzato dal fenomeno globale delle “grandi dimissioni”, sembra ora prevalere. In Bergamasca, ci si licenzia meno, e si osserva una maggiore propensione alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro, un aspetto che contribuisce in modo determinante al miglioramento complessivo del mercato.
Come sottolinea il Corriere Bergamo, tra gennaio e marzo 2025 si contano 32.443 nuove assunzioni, ma il vero dato significativo è il calo delle cessazioni, scese a 30.159 nel trimestre (pari a un -4,8%), mentre anche i licenziamenti involontari si riducono del 7%, a conferma dell’assenza di riduzioni strutturali della forza lavoro.
Il contratto a tempo determinato resta ancora la formula di ingresso più diffusa (46% del totale), ma crescono in maniera marcata le trasformazioni verso il tempo indeterminato: 4.035 stabilizzazioni in tre mesi, con un incremento del +9,7% su base annua. A queste si aggiungono 4.785 trasformazioni da apprendistato e contratti a termine (+3,5%), che contribuiscono alla crescita complessiva delle posizioni stabili (+8.271).
Il rafforzamento dell’occupazione è trainato dal terziario, con un saldo positivo annualizzato di 5.216 posizioni. In particolare, commercio e servizi confermano la loro centralità nel tessuto occupazionale locale. Anche l’edilizia si conferma un settore dinamico, con oltre 14.000 assunzioni nel trimestre e un saldo attivo di 1.045 posizioni.
Più contenuto ma comunque positivo il bilancio dell’industria: se da un lato le assunzioni nel comparto calano del 7,4% (10.502), dall’altro le cessazioni si riducono del 10,5% (9.276), riportando il saldo in territorio positivo.
Nonostante la riduzione degli avviamenti a tempo indeterminato (-11,1%) rispetto al primo trimestre 2024, l’aumento delle stabilizzazioni consente alla componente permanente di consolidare i livelli di crescita, segno che il mercato, pur in una fase di prudenza, si sta orientando verso una maggiore qualità del lavoro.
Il dato generale restituisce l’immagine di un sistema occupazionale in fase di riassestamento, con meno mobilità, meno uscite volontarie e un ritorno alla fidelizzazione dei lavoratori. In un contesto economico ancora incerto, la stabilità contrattuale diventa un elemento centrale per aziende e lavoratori.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.