Un restauro da 64 milioni di euro per far rinascere il Grand Hotel di San Pellegrino Terme. Il progetto di recupero dell’ex simbolo della Belle Époque è stato ufficialmente affidato dalla società americana Ekn Development, che ha in concessione l’immobile dal 2024, al gruppo milanese di architettura e design Lombardini22. L’obiettivo: trasformare il complesso storico in una struttura di alta gamma con 118 camere, spa, piscine esterne, ristoranti e aree comuni completamente riqualificate.
Il Grand Hotel, capolavoro in stile Liberty dei primi del Novecento, si prepara così a tornare protagonista dell’ospitalità italiana, con una formula che fonde eleganza storica e innovazione tecnologica. La sfida principale sarà modernizzare impianti e spazi rispettando i vincoli architettonici e le direttive della Sovrintendenza.
«Stiamo effettuando una mappatura tecnica dettagliata della struttura esistente, per definire una visione concreta del progetto», ha spiegato l’architetto Alessandra Magri di Lombardini22. Lo studio, attualmente in fase di analisi preliminare, punta a riscoprire e reinterpretare i canoni del lusso storico, preservando l’identità originaria dell’edificio e adattandola agli standard attuali dell’hotellerie internazionale.
L’apertura del nuovo resort è prevista tra il 2028 e il 2029. L’accordo con il Comune prevede una concessione novantanovennale per Ekn Development, con un affitto simbolico di 10 euro l’anno. «Siamo certi che il progetto verrà portato avanti con eccellenza e visione», ha commentato l’amministratore delegato Ebrahim Nakhjavani, confermando la volontà di valorizzare un patrimonio storico unico.
Ma le trasformazioni non si fermano al Grand Hotel. Anche un altro grande progetto, fermo da anni, potrebbe finalmente prendere una direzione concreta. Si tratta dell’area delle vecchie terme, inizialmente destinata a un centro commerciale dal gruppo Percassi. Il progetto era stato concepito prima della pandemia e non è mai stato ripreso. Ora, però, le QC Terme – già presenti a San Pellegrino dal 2014 – starebbero valutando un ampliamento, abbandonando l’idea commerciale in favore di uno sviluppo coerente con la vocazione termale e turistica del luogo.
Nel 2019 il gruppo QC aveva già realizzato hall e sala buffet nel Casinò municipale. Oggi, con una domanda in costante crescita, l’interesse si sposta verso gli spazi dismessi delle vecchie terme, che potrebbero essere recuperati e integrati nel percorso termale esistente, ampliando l’offerta e migliorando i servizi.
L’intero polo termale e ricettivo di San Pellegrino si prepara dunque a un profondo rinnovamento. Da una parte il ritorno del Grand Hotel come icona di lusso e ospitalità, dall’altra un’espansione significativa di QC Terme, che ne rafforza il ruolo di motore economico e turistico dell’Alta Valle Brembana.
San Pellegrino si candida così a diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale nel settore del benessere e dell’ospitalità di fascia alta, in un perfetto equilibrio tra storia, architettura e innovazione.
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