Ranica, scambia un oggetto per esplosivo in cantina: era un alcolometro

Falso allarme sabato mattina in via Monte Santo: intervento di carabinieri e artificieri, ma l’oggetto sospetto era solo uno strumento di misurazione.

 Paura e curiosità a Ranica nella mattinata di sabato 7 febbraio, quando una donna ha contattato il numero di emergenza 112 dopo aver rinvenuto nella propria cantina un oggetto in vetro dall’aspetto insolito, temendo potesse trattarsi di materiale esplosivo.

La segnalazione ha fatto scattare immediatamente le procedure di sicurezza. Sul posto, in via Monte Santo, sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Alzano Lombardo e, in via precauzionale, anche gli artificieri provenienti da Milano, pronti a verificare l’eventuale presenza di ordigni o sostanze pericolose.

L’intervento e la verifica

L’abitazione interessata è una villetta a schiera, dove la donna, in buona fede, aveva notato in cantina un oggetto di vetro che non riusciva a identificare. Proprio l’incertezza sulla natura del ritrovamento e l’aspetto dell’oggetto l’hanno spinta a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine, temendo un potenziale rischio per la propria sicurezza e quella dei vicini.

Dopo un accurato sopralluogo, i militari hanno però escluso qualsiasi pericolo: nessun esplosivo, nessun ordigno, né sostanze pericolose. L’oggetto segnalato si è rivelato essere semplicemente un alcolometro.

Cos’era davvero l’oggetto “sospetto”

L’alcolometro è uno strumento di misurazione, solitamente realizzato in vetro, utilizzato per determinare la percentuale di alcol etilico (% vol) in miscele idroalcoliche. È comunemente impiegato per controllare il grado alcolico di grappe, distillati, acquaviti e altre bevande alcoliche, soprattutto in ambito domestico o artigianale.

La sua forma allungata e il materiale trasparente possono facilmente trarre in inganno chi non lo conosce, soprattutto se ritrovato dopo anni in un locale come una cantina.

Nessuna conseguenza, solo un grande spavento

L’episodio si è quindi concluso come un falso allarme, generato per errore ma in totale buona fede. Dopo aver accertato l’assenza di rischi, carabinieri e artificieri hanno fatto rientro in caserma senza ulteriori interventi.

Un episodio curioso che, se da un lato ha provocato un comprensibile momento di apprensione, dall’altro conferma come in caso di dubbio segnalare alle autorità sia sempre la scelta più prudente, soprattutto quando si teme la presenza di oggetti potenzialmente pericolosi.

Redazione

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