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Tragedia al semaforo: il processo all’imputato per la morte di un motociclista

Secondo l'accusa, il motociclista avrebbe colpito la portiera della Panda con dei calci, e in risposta, l'automobilista avrebbe sterzato a sinistra, facendo cadere il centauro, che è stato poi investito da una Bmw M4 proveniente dalla direzione opposta

Si è svolta oggi l’udienza del processo che coinvolge V. B., un magazziniere di 50 anni, accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi per la morte di Walter Andrea Monguzzi, 55 anni, avvenuta a Montello durante una banale lite stradale il 30 ottobre 2022.

Morte Monguzzi: il processo

Nel corso dell’udienza, l’imputato ha dichiarato di non aver colpito volontariamente la moto e di non voler fare del male al motociclista. La tragedia è iniziata con un confronto tra V. B. al volante di una Fiat Panda e la vittima che guidava la sua Bmw Gs 1200. La disputa sarebbe scaturita da un incidente precedente, in cui la ruota dell’utilitaria di V. B. aveva urtato il piede di Monguzzi. Le telecamere comunali hanno registrato i due veicoli procedere affiancati una volta che il semaforo è passato al verde. Secondo l’accusa, il motociclista avrebbe colpito la portiera della Panda con dei calci, e in risposta, l’automobilista avrebbe sterzato a sinistra, facendo cadere il centauro, che è stato poi investito da una Bmw M4 proveniente dalla direzione opposta Durante l’udienza, V. B. ha raccontato la sua versione dei fatti: “Lui ha alzato la gamba per dare un calcio alla portiera della mia auto e si è quasi sbilanciato a sinistra. Io forse ero troppo vicino con la mia auto. Con la coda dell’occhio ho visto che stava cadendo. Ma ho proseguito perché pensavo fosse con un gruppo di motociclisti e uno mi stava inseguendo. Ho avuto paura. Sarei tornato più tardi“.

Nell’aula del tribunale è stata resa nota un’intercettazione in carcere in cui V. B. pare avesse menzionato il possesso di una bottiglia di birra e 5 grammi di cocaina in auto e la sua fuga per far sparire droga e alcol, che non sono stati poi ritrovati sulla Panda. Tuttavia, l’imputato ha spiegato che aveva inventato questa storia per farsi valere in carcere, dove si sentiva minacciato dagli altri detenuti. Un elemento chiave del caso è stato il test antidroga effettuato subito dopo l’incidente, che è risultato positivo alla cocaina per V. B. L’imputato ha ammesso di aver fatto uso di questa sostanza il giorno precedente, sottolineando che era stato offerto da un amico, dopo anni di astinenza. La prossima udienza, prevista per il 13 novembre, vedrà le conclusioni delle parti coinvolte nel processo. La sentenza finale sarà resa nota il 27 novembre. Il caso mette in evidenza la complessità delle circostanze che hanno portato a questa tragedia stradale e la difficile situazione dell’imputato, che dovrà affrontare la giustizia in un processo destinato a decidere il suo destino.

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