Accuse sui social, Mino Patelli lascia l’Oasi delle Oche di Alzano

Il volontario di Alzano Lombardo abbandona il suo impegno dopo polemiche e attacchi ricevuti online a causa di accuse infamanti legate alla sparizione temporanea di due oche

Le recenti polemiche social hanno segnato una svolta definitiva per l’Oasi della Guidana di Alzano Lombardo, con la decisione di Mino Patelli, storico volontario, di lasciare il posto di custode. L’evento scatenante è stato un post comparso nel gruppo Facebook “Sei di Bergamo se”, che ha sollevato sospetti su presunti maltrattamenti verso le oche dell’oasi, spingendo Patelli a interrompere il proprio impegno. Da anni attivo nella cura degli animali e nella tutela dell’ambiente dell’oasi, Patelli ha scelto di lasciare definitivamente dopo una serie di insulti che hanno gravemente intaccato la sua reputazione.

La situazione è rapidamente degenerata sui social, dove si sono moltiplicati i commenti negativi, spesso scritti da persone che non conoscevano né la situazione né Patelli. In particolare, sotto il post che l’accusava, si è diffusa una valanga di critiche che ha colpito il volontario nonostante le difese ricevute dai residenti alzanesi. Gli abitanti di Alzano Lombardo, infatti, hanno preso le sue parti, ricordando la dedizione che lo caratterizzava e il lavoro che svolgeva quotidianamente per il benessere degli animali. Tuttavia, tali sostegni non sono bastati per arginare l’ondata di accuse infamanti.

La polemica è culminata in un epilogo che ha visto Patelli restituire le chiavi dell’area al sindaco, Camillo Bertocchi. Inoltre, per garantire la cura futura delle oche, Patelli ha redatto una lunga lettera con dettagliate istruzioni su come nutrirle, concludendo così con amarezza il proprio contributo all’oasi. La scelta di chiudere la propria esperienza è stata vissuta come un atto di protezione verso sé stesso e la propria dignità, essendo impossibile tollerare ulteriormente la gogna social subita.

In merito alla presunta accusa di maltrattamenti, si è fatto riferimento a una lettera, diffusa sui social, che menzionava un intervento dei Carabinieri e dell’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali). Tuttavia, quest’ultima ha poi smentito ogni coinvolgimento, dichiarando di non aver preso parte alla questione e precisando la propria estraneità ai fatti che hanno coinvolto Patelli.

Mino Patelli, intanto, valuta la possibilità di una denuncia a seguito dei numerosi commenti offensivi ricevuti. L’attacco social e le accuse infondate hanno compromesso il rapporto tra il volontario e l’oasi, al punto da interrompere bruscamente un legame lungo anni.

Redazione

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