Ad un giorno dal previsto sciopero generale nazionale del 29 novembre, Bergamo si prepara a una giornata di manifestazioni e disagi, con la partecipazione di Cgil e Uil contro la manovra finanziaria del governo di Giorgia Meloni. La protesta, che riguarderà anche i settori dei trasporti e della sanità, mette in evidenza la delusione dei sindacati per l’assenza di interventi concreti sulla giustizia fiscale, la lotta all’evasione e il sostegno al lavoro.
Il clima di tensione
Il clima attorno allo sciopero è già teso, con precettazioni che hanno ridotto il periodo di fermo dei mezzi pubblici, come i trasporti Atb e Teb, a sole quattro ore, dalle 9:15 alle 12:30. La decisione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, di ricorrere alla precettazione ha suscitato la reazione dei sindacati, che hanno annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento. Secondo i sindacati, questa decisione dimostra l’intento del governo di limitare il diritto di sciopero e piegarsi agli interessi di Salvini, nonostante le richieste di modifiche alle politiche economiche e sociali.
La mobilitazione a Bergamo
A Bergamo, la giornata di protesta inizierà con un corteo che partirà alle 9:30 da piazza Pontida, percorrendo le vie del centro cittadino, come Largo Rezzara, via XX Settembre, Piazza Matteotti, via Tiraboschi, e concludendosi davanti alla Prefettura di via Tasso. I sindacati locali, rappresentati da Marco Toscano (Cgil) e Pasquale Papaianni (Uil), hanno espresso le proprie preoccupazioni per una manovra che, a loro avviso, non fa nulla per il futuro del paese. Il corteo vedrà anche gli interventi di vari delegati di categoria, come Nicoletta Serina (Fiom-Cgil), Eugenio Bianchi (Flc-Cgil) e Adriano Villa (UilTrasporti), che evidenzieranno le criticità nei settori del lavoro pubblico e della contrattazione collettiva.
Le ragioni dello sciopero
Secondo i sindacati, la Legge di bilancio non affronta in modo adeguato i problemi cruciali del paese. Marco Toscano, a nome della Cgil Bergamo, ha denunciato la mancanza di interventi adeguati in sanità, con un finanziamento che non tiene conto delle reali necessità del settore. Un altro tema caldo riguarda la fiscalità: i sindacati chiedono una riforma fiscale equa, in linea con la Costituzione, e una vera lotta all’evasione fiscale, che non sembra trovare spazio nella manovra. Inoltre, viene criticato l’approccio del governo nei confronti del lavoro pubblico, con risorse insufficienti per il rinnovo dei contratti, che contribuiscono a rendere il settore meno attrattivo.
La manovra: una visione limitata per il futuro
Secondo Pasquale Papaianni, della Uil, la manovra di bilancio manca di coraggio nel guardare al futuro. Gli investimenti per la famiglia, ad esempio, sono giudicati insufficienti: le famiglie italiane, infatti, sono costrette a fare affidamento su lavori part-time a causa della mancanza di servizi di supporto, come gli asili nido, i cui costi sono troppo elevati. A questi si aggiunge la critica al fatto che la manovra non valorizzi le pensioni e non preveda interventi strutturali per risolvere i problemi del paese, ma solo soluzioni temporanee.
Le conseguenze per i lavoratori
Il risultato, secondo i sindacati, è un sistema in cui i lavoratori dipendenti e i pensionati finiscono per sostenere il peso di una politica che non favorisce la crescita e non riconosce adeguatamente il valore del lavoro. Toscano ha ribadito che il governo, ignorando le proposte per un salario minimo, si sta allontanando da quella transizione digitale e sostenibile che invece è già in atto in altre parti d’Europa. Un altro aspetto contestato riguarda la mancanza di risorse per rinnovare i contratti collettivi, in particolare per il lavoro pubblico, che rischiano di rimanere stagnanti e di non attrarre nuovi lavoratori.
Il 29 novembre: un giorno di mobilitazione
Lo sciopero del 29 novembre rappresenta quindi una vera e propria mobilitazione per Cgil e Uil contro un governo che, secondo i sindacati, non risponde alle esigenze di un paese che ha bisogno di riforme concrete e di investimenti lungimiranti. Con la manifestazione a Bergamo, i lavoratori e i cittadini chiedono maggiore attenzione ai temi del lavoro, della sanità, della giustizia fiscale e, soprattutto, della pianificazione per il futuro del paese.
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