Il mercato del lavoro dipendente in provincia di Bergamo ha registrato nel 2024 un nuovo saldo occupazionale positivo, con 6.945 posizioni in più tra ingressi e uscite, segnando così il quarto anno consecutivo di crescita. A delineare il quadro è l’Osservatorio Mercato del lavoro della Provincia, che sottolinea come, nonostante un rallentamento a livello regionale, il territorio bergamasco mostri una maggiore stabilità occupazionale rispetto al resto della Lombardia.
Nel corso dell’anno, le assunzioni complessive sono state 127.948, in lieve calo (-0,7%) rispetto al 2023, mentre le cessazioni si sono fermate a 121.003, con una flessione dell’1%. Un andamento che, nel confronto con la Lombardia, risulta più contenuto: a livello regionale, infatti, il calo delle assunzioni ha toccato il -4,1%, contro il -2% delle cessazioni.
Il comparto del commercio e del terziario ha guidato la crescita, generando quasi 6mila nuove posizioni (5.970), seguito dalle costruzioni (+1.047). L’industria, invece, ha registrato una battuta d’arresto, con un saldo pressoché nullo (-72), in particolare nei settori del manifatturiero.
Sul piano contrattuale, l’unica formula in controtendenza è quella in somministrazione, cresciuta del 6,3%. Tutti gli altri contratti segnano una flessione, ad eccezione delle trasformazioni a tempo indeterminato, che continuano a sostenere il saldo positivo. In particolare, l’aumento di quasi 8mila contratti stabili è frutto della conversione di posizioni a termine o in apprendistato, segmento quest’ultimo in progressiva contrazione.
Una dinamica rilevante riguarda la crescita delle assunzioni part time, salite del 9,7% e arrivate a quota 42.899, contro una diminuzione del 5,3% delle assunzioni a tempo pieno (84.989). Quasi un terzo dei contratti part time è avvenuto tramite somministrazione, segnalando una flessibilizzazione crescente del mercato del lavoro.
Anche il dato di genere presenta segnali interessanti: le assunzioni femminili sono aumentate dello 0,5%, raggiungendo quota 49.430, a fronte di un calo del 6,4% nella media regionale. Le assunzioni maschili sono invece diminuite dell’1,5% (74.382), ma meno rispetto al calo lombardo (-2,7%). Le cessazioni, invece, sono aumentate tra le donne (+2%) e diminuite tra gli uomini (-2,8%), portando a un saldo positivo più contenuto per le prime (+2.809) e a una crescita più marcata per i secondi (+4.136).
Le fasce d’età raccontano un mercato che si apre alle generazioni più giovani e agli over 50. Gli under 35 hanno visto crescere le assunzioni dello 0,8%, con una progressione maggiore tra le donne (+1,9%) rispetto agli uomini (+0,2%). Positivo anche l’andamento tra gli over 50, soprattutto tra le donne (+6%) rispetto agli uomini (+3,3%). In calo, invece, la fascia 35-49 anni (-5,4%).
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