Neet in calo a Bergamo: tasso all’8,4%, quasi la metà della media nazionale

Migliorano i dati tra i giovani 15-29 anni. Per la prima volta il tasso femminile è inferiore a quello lombardo. Il presidente Zambonelli: “Segnale positivo, ma resta un indicatore critico”

giovani

In provincia di Bergamo diminuisce ancora il numero di Neet, ovvero i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non sono impegnati in percorsi di istruzione o formazione. Secondo i dati Istat elaborati da Unioncamere Lombardia, nel 2024 i Neet bergamaschi sono 14.743, pari all’8,4% della popolazione in quella fascia d’età: un dato ben al di sotto della media nazionale del 15,2% e inferiore anche al dato regionale (10,1%).

Il tasso bergamasco è tra i più bassi in Lombardia e allineato alla media europea (11,1%), mentre l’Italia resta ancora tra i peggiori Paesi UE, seconda solo alla Romania. La tendenza nella Bergamasca è decrescente da quattro anni, con un calo netto tra il 2021 e il 2022, periodo in cui si è registrata una riduzione di 3,5 punti percentuali.

La novità: il calo delle Neet donne

Per la prima volta, nel 2024 il tasso di Neet femminili a Bergamo (10,3%) scende sotto quello regionale (11,6%), segnando un traguardo importante. Tuttavia, la componente femminile continua a rappresentare la maggioranza (59%)dei Neet in provincia. L’analisi rivela che il tasso femminile bergamasco è molto distante dalla media italiana (16,6%), ma ancora superiore rispetto a quello maschile (6,6%), che risulta terzo più basso in Lombardia dopo Lecco e Brescia.

La posizione tra le province lombarde

Nella classifica lombarda:

  • Bergamo è terza per tasso Neet totale (8,4%), dietro Lecco (7,2%) e Monza e Brianza (7,6%).

  • È terza anche per il tasso maschile (6,6%), dopo Lecco (5,1%) e Brescia (6,5%).

  • Scende invece al quinto posto per il tasso femminile, superata da Monza (7%), Sondrio (9,2%), Lecco (9,5%) e Como (9,7%).

Il confronto regionale e nazionale

Nel contesto italiano, la Lombardia (10,1%) si piazza al sesto posto tra le regioni per minor tasso di Neet, a pari merito con l’Umbria, dietro Trento, Bolzano, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Il divario con il Sud Italia resta netto: il Mezzogiorno registra un tasso medio del 23,3%, che incide fortemente sulla media nazionale.

A livello europeo, Bergamo e Lombardia si posizionano meglio della media UE, mentre l’Italia resta tra i peggiori in Europa. Il dato nazionale, che ha visto un picco durante la pandemia, segue anch’esso un trend in calo dal 2021 in poi, ma a ritmi più lenti rispetto alle regioni settentrionali.

Redazione

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