Bergamo si afferma come una delle realtà turistiche più in crescita d’Italia, seconda solo a Bari nel decennio 2014-2024 per incremento di presenze. I dati raccolti da Sociometrica, nell’ambito di uno studio sulla ricchezza dei Comuni turistici italiani, evidenziano un salto significativo della città lombarda, capace di raddoppiare i numeri del turismo in dieci anni, trainata anche dal ruolo di Capitale italiana della cultura.
Una nuova identità turistica
Non più solo città industriale o porta d’accesso alle Alpi: Bergamo si è trasformata in un polo attrattivo per il turismo culturale e urbano, incarnando il modello delle “città medie d’arte”, come definito nel rapporto. Un segmento in forte espansione che risponde alla domanda di esperienze autentiche, dove cultura, storia, innovazione e qualità dei servizi si fondono in un’offerta coerente.
Il cambiamento è stato supportato da un miglioramento sensibile dell’accessibilità, dell’ospitalità e della rigenerazione urbana, con interventi che hanno valorizzato i quartieri storici, integrato la modernità con la tradizione e potenziato i servizi turistici.
I numeri della crescita
Nel 2024 Bergamo ha registrato 601.825 arrivi (+17,2% sul 2023) e oltre 1,2 milioni di presenze (+18,8%), confermando una tendenza al rialzo per il terzo anno consecutivo. Un ulteriore balzo si è registrato nella prima metà del 2025, con una crescita del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le proiezioni indicano inoltre che agosto 2025 chiuderà con un +5% rispetto allo stesso mese del 2024.
Altro indicatore positivo è l’allungamento del periodo medio di permanenza, segno che i visitatori scelgono di restare più a lungo, attratti da un’offerta più ampia e da esperienze che spaziano dall’arte alla gastronomia, dalla natura all’artigianato.
Il peso economico del turismo
La forza di questo sviluppo non si limita all’aspetto numerico. Lo studio ha analizzato i mille Comuni italiani che generano il 91% del valore aggiunto del settore, stilando una classifica in cui Bergamo occupa la 44ª posizione con un valore aggiunto pari a 329,5 milioni di euro. Roma guida la classifica con 13,5 miliardi, seguita da Milano e Venezia, ma la performance bergamasca è significativa se rapportata alle dimensioni della città e alla sua trasformazione recente.
Tra i fattori che concorrono al valore generato figurano le strutture ricettive (sia alberghiere che extra-alberghiere), la ristorazione, i trasporti, i servizi culturali e sportivi, il commercio locale e l’intermediazione turistica.
Una case history di successo
L’evoluzione di Bergamo è considerata un esempio virtuoso nella gestione dell’opportunità turistica. Da città poco associata al turismo, è riuscita a capitalizzare l’investimento del 2023 come Capitale italiana della cultura, trasformandolo in un volano di sviluppo duraturo.
L’immagine che emerge oggi è quella di un ecosistema turistico maturo, capace di attrarre viaggiatori consapevoli, interessati a un’esperienza culturale profonda, con servizi all’altezza delle aspettative internazionali.
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