Cadavere nel bosco a Bottanuco: lo trovano i cacciatori nella zona delle cave

Secondo i primi accertamenti potrebbe trattarsi di un giovane studente straniero scomparso ad aprile nel Milanese. Esclusa la morte violenta, si attende l’autopsia.

Tragico ritrovamento nel pomeriggio di ieri, sabato 4 ottobre, a Bottanuco. Nei boschi lungo il fiume Adda, in prossimità delle cave a sud dell’abitato, due cacciatori hanno rinvenuto un cadavere in avanzato stato di decomposizione. La scoperta è avvenuta quando i cani dei cacciatori si sono diretti verso un punto isolato del bosco, attirando l’attenzione dei loro padroni.

Prime ipotesi e identificazione

Le indagini, avviate immediatamente dai Carabinieri del Nucleo operativo radiomobile e della Stazione di Treviglio, insieme al Nucleo investigativo di Bergamo, si sono concentrate sull’identità della persona. In base ai primi riscontri, il corpo potrebbe appartenere a un giovane studente straniero di poco più di 20 anni, residente nel Milanese e scomparso da casa lo scorso aprile.

Al momento sono escluse ipotesi di morte violenta con coinvolgimento di terzi, mentre restano aperte le piste di un gesto estremo o di un malore improvviso. Gli inquirenti stanno incrociando i dati delle denunce di scomparsa con i segni distintivi ancora riconoscibili sul corpo e gli indumenti ritrovati.

Autopsia per chiarire le cause

La salma è stata trasferita alla camera mortuaria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove verrà sottoposta ad autopsia per stabilire con certezza la causa del decesso. Soltanto l’esame medico-legale potrà confermare le ipotesi attualmente al vaglio degli investigatori.

Sgomento nella comunità

La notizia del ritrovamento ha rapidamente fatto il giro della zona, suscitando profondo dispiacere tra i residenti. Il sindaco di Bottanuco, Rossano Pirola, ha commentato: «Chiunque sia la persona e quale che sia la causa della morte, c’è ovviamente un forte dispiacere. Attendiamo le conclusioni delle indagini degli inquirenti».

Il bosco lungo l’Adda, frequentato da escursionisti e cacciatori, è ora diventato teatro di un’indagine delicata che punta a restituire un’identità e una storia alla persona ritrovata.

Redazione

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