Senza neve da 49 giorni e senza piogge da novembre, la Bergamasca affronta un inverno insolitamente secco. Le montagne delle Orobie si presentano spoglie, con poche chiazze bianche alternate a pascoli e rocce, in un paesaggio che poco ha a che fare con l’immagine classica della stagione invernale. Una situazione che solleva preoccupazioni sulle riserve idriche per la prossima primavera ed estate.
Secondo l’ultimo bollettino pubblicato l’8 gennaio da Arpa Lombardia, la quantità d’acqua contenuta nel manto nevoso su tutte le montagne lombarde è pari a 561 milioni di metri cubi. Un dato migliore rispetto al 2023, ma inferiore del 13% rispetto allo stesso periodo del 2022, anno della grande siccità, quando si contavano 642 milioni di metri cubi. Una differenza significativa, se si considera che la neve accumulata in inverno è fondamentale per garantire l’approvvigionamento idrico nei mesi caldi.
Situazione diversa invece per i laghi naturali, che attualmente contengono 845 milioni di metri cubi di acqua, un valore superiore rispetto ai 573 milioni di quattro anni fa. Tuttavia, il lago d’Iseo è in costante calo: dai quasi 83 cm sopra lo zero idrometrico di inizio dicembre è sceso a soli 4 cm, perdendo circa 2 cm al giorno. E senza precipitazioni, il trend negativo è destinato a proseguire.
L’attenzione è alta soprattutto nelle aree montane da cui si originano i principali bacini idrografici della provincia, come quelli di Adda, Brembo, Serio e Oglio, che attualmente registrano meno neve rispetto allo stesso periodo del 2022.
Nonostante ciò, non si parla ancora di emergenza. Pierangelo Bertocchi, amministratore di Uniacque, spiega che le verifiche effettuate prima di Natale hanno evidenziato vasche degli acquedotti ben rifornite, anche nelle località turistiche. «Siamo in una condizione di attenzione, ma senza preoccupazione – precisa –. Speriamo naturalmente che arrivino nuove nevicate, ma al momento i consumi sono coperti senza problemi».
Anche Mario Reduzzi, direttore del Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca, conferma che non esiste un allarme: «La magra invernale è ormai abituale negli ultimi anni. Le precipitazioni tra autunno e inverno sono generalmente scarse. La Regione non ha convocato alcun tavolo d’emergenza». Tuttavia, sottolinea, saranno cruciali le prossime settimane, in cui si spera di registrare nevicate ad alta quota, utili ad accumulare riserve per la stagione irrigua.
Segnali positivi arrivano dalle temperature rigide di questi giorni, che permettono di conservare la poca neve caduta a novembre. Inoltre, le previsioni meteorologiche indicano l’arrivo di una possibile perturbazione, che potrebbe riportare la neve sul territorio orobico.
Anche Coldiretti, tramite il presidente bergamasco Gabriele Borella, invita a un cauto ottimismo: «Al momento non ci sono criticità negli allevamenti, mentre i campi sono in riposo vegetativo. Il gelo aiuta a ridurre parassiti e insetti nocivi. Ora confidiamo nella neve: è la miglior garanzia per evitare una siccità nei mesi estivi».
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.