L’influenza primaverile è in fase di declino, mentre si avvicina il momento più critico per le allergie stagionali, soprattutto quelle legate alla fioritura delle graminacee. È questo il quadro delineato dal dottor Mirko Tassinari, segretario provinciale della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale), che descrive una situazione sotto controllo sul fronte delle infezioni virali, ma in evoluzione sul versante allergologico.
“Il picco influenzale si è registrato tra gennaio e febbraio, come di consueto. Ora i casi sono pochi e in linea con le attese stagionali”, afferma Tassinari a Bergamonews. Le sindromi attualmente riscontrate nei pazienti sono perlopiù parainfluenzali, con sintomi lievi e transitori. Anche gli accessi agli studi medici restano nei limiti della normalità, senza segnalazioni di anomalie rispetto agli anni precedenti.
Secondo i dati dell’Osservatorio nazionale, l’incidenza dei virus influenzali è attualmente molto bassa, una condizione tipica della stagione primaverile. Ma mentre il virus perde forza, aumenta l’esposizione ai pollini, responsabili delle allergie stagionali che colpiscono milioni di persone, in particolare tra maggio e giugno.
Le allergie stagionali seguono un calendario preciso, spiega Tassinari: si comincia con il nocciolo, attivo tra febbraio e marzo, seguito dalla betulla in aprile, e infine dalle graminacee, che rappresentano il punto più critico tra maggio e giugno. “Queste ultime sono molto diffuse: si parla infatti di allergie ‘di massa’”, precisa il medico. Tuttavia, le abbondanti piogge delle scorse settimane hanno limitato la diffusione dei pollini, posticipando in parte l’insorgenza dei sintomi.
Distinguere tra sintomi influenzali e allergici è essenziale, soprattutto in questo periodo di transizione. Febbre, dolori muscolari e mal di gola sono sintomi tipici dell’influenza, mentre le allergie si manifestano con starnuti, prurito oculare, congestione nasale, congiuntiviti e, in alcuni casi, sintomi asmatici. Le condizioni meteo influenzano anche l’intensità dei sintomi: le giornate di pioggia attenuano l’esposizione ai pollini, mentre il sole ne favorisce la dispersione nell’aria.
Per proteggersi dalle allergie, Tassinari consiglia di rivolgersi al medico di famiglia o a uno specialista, che potrà valutare la situazione individuale e prescrivere i trattamenti più adatti. Spray nasali, colliri, antistaminici e inalatori per l’asma sono alcune delle soluzioni disponibili, ma devono essere personalizzate in base al quadro clinico del paziente. In casi gravi, può essere utile limitare l’esposizione agli allergeni, anche se si tratta di situazioni piuttosto rare.
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