La PA è diventata più rapida nel pagare le fatture correnti, quelle emesse di recente. Ma non riesce a saldarle tutte. E così, se anche i tempi dei pagamenti si riducono, il credito tale delle imprese è salito a 64,2 miliardi di euro.
Secondo gli ultimi dati resi noti da Cribis, nelle transazioni commerciali tra aziende private relative al secondo trimestre di quest’anno, i
pagatori puntuali sono scesi al 42 per cento (-2% rispetto allo stesso periodo del 2025).
Dalle abitudini di pagamento per tipologia di azienda, solo il 21% delle grandi imprese ha onorato l’impegno entro la scadenza prevista dal contratto. Nelle medie, invece, la percentuale è stata del 35,7 e tra le piccole il 41,8.
Le più “corrette” sono state le micro aziende che hanno pagato i propri fornitori nel 42,7% dei casi.
La situazione nelle regioni e nei territori
A livello territoriale, la situazione più virtuosa si è verificata in Lombardia. In questa regione il 51,6% dei committenti ha pagato i fornitori entro la scadenza prevista dal contratto. Seguono l’Emilia Romagna con il 51,2, il Veneto con il 51, le Marche con il 49,7 e il Trentino Alto Adige con il 44,3.
Le aree geografiche che occupano le ultime posizioni del ranking regionale sono la Toscana con il 29,2% di puntualità, la Sicilia con il 27,2
e la Calabria con il 26,7.
A livello provinciale Sondrio, Bergamo, Belluno e Lecco sono le migliori pagatrici.
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