Le detrazioni Irpef sulle spese mediche: il punto

Le detrazioni Irpef per le spese sanitarie: occhio alla franchigia di 129,11 euro, l'eccedente è detraibile al 19% su occhiali, tamponi e mascherine

Occhiali, mascherine e tamponi. Tre temi focali delle recenti detrazioni Irpef, che meritano un approfondimento. Ecco, in sintesi, le news sulle agevolazioni fiscali in materia sanitaria.

Panoramica generale: la franchigia

I contribuenti sono sempre alla ricerca di chiarimenti sulle detrazioni per le spese sanitarie. Una delle informazioni chiave è che, per la maggior parte di queste spese, è possibile ottenere una detrazione Irpef del 19% sul valore eccedente 129,11 euro, noto come franchigia.

La guida alle detrazioni

Sul sito ufficiale delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it), è stata pubblicata una guida rinnovata che spiega nel dettaglio le varie voci di spesa. Ad esempio, chi ha beneficiato del “bonus vista” per l’acquisto di occhiali o lenti a contatto non può dedurre l’intera spesa. Inoltre, le mascherine sono detraibili solo se rientrano tra i dispositivi medici approvati dal Ministero della Salute e hanno la marcatura CE.

Zoom su lenti e mascherine

La Legge di Bilancio 2021 ha introdotto un “bonus vista” di 50 euro, disponibile come voucher una tantum, per chi acquista occhiali o lenti a contatto e appartiene a famiglie con un ISEE sotto i 10.000 euro all’anno. Chi ha usufruito di questo bonus nel 2022 può dedurre la spesa al netto di questi 50 euro. Per le mascherine, è fondamentale assicurarsi che siano conformi alle specifiche dettate dal Ministero della Salute e abbiano la marcatura CE per poter beneficiare della detrazione.

Punto sui tamponi

Relativamente ai tamponi, c’è una distinzione chiave: per quelli effettuati in strutture private non affiliate al Servizio sanitario nazionale, è essenziale avere un pagamento tracciabile per beneficiare delle detrazioni. I tamponi acquistati in farmacia, invece, possono essere detratti anche se pagati in contanti. I tamponi rapidi per uso domestico non rientrano tra i dispositivi più comuni secondo il Ministero; pertanto, è necessario conservare la documentazione che attesti la conformità CE e la rispondenza alle normative europee.

Redazione

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