La Procura della Repubblica di Brescia ha richiesto nove anni di reclusione per un camionista di 43 anni, coinvolto in un tragico incidente che ha portato alla morte del giovane operaio Christian Poletto.
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L’incidente è avvenuto il 15 maggio 2023 a Ospitaletto, nel Bresciano. Il sostituto procuratore Carlotta Bernardini ha formalizzato la richiesta durante l’udienza di giovedì mattina del processo con rito abbreviato. Il camionista, residente a Mozzanica, è accusato di omicidio stradale aggravato. Il giorno dell’incidente, l’autista bergamasco guidava un autotreno con un tasso alcolemico di 1,59 grammi per litro di sangue, ben oltre il limite legale per gli autisti professionali, che è zero. Nello stesso momento, Christian Poletto stava riportando un furgone della Tanghetti Salotti alla sede di Cazzago San Martino dopo averlo ritirato da un’officina di Ospitaletto. Durante un’uscita da uno svincolo, il camionista ha perso il controllo del veicolo, invadendo la corsia opposta e travolgendo in pieno il furgone di Poletto, prima di schiantarsi contro un muro e prendere fuoco.
Nonostante il camionista sia riuscito a mettersi in salvo prima che il camion prendesse fuoco, per il giovane operaio non c’è stato nulla da fare. Successivamente, l’autista è stato sottoposto ad analisi del sangue in ospedale e arrestato. Dopo essere stato dimesso, è stato posto agli arresti domiciliari fino a marzo scorso. Nel corso del processo, l’avvocato del camionista ha richiesto e ottenuto l’ammissione alla giustizia riparativa, un’opportunità prevista dalla riforma Cartabia che permette di avviare un percorso di recupero coinvolgendo i responsabili del reato e le vittime o i loro familiari. Nonostante i genitori e i fratelli di Poletto non abbiano accettato di incontrare il camionista o di ricevere le sue scuse, il percorso di giustizia riparativa è comunque iniziato. Recentemente, la vicenda civile si è conclusa con un accordo di risarcimento tra le parti, il che potrebbe influenzare la sentenza prevista per il 27 giugno.
Il caso ha suscitato grande emozione e rabbia nella comunità, evidenziando ancora una volta i gravi rischi legati alla guida in stato di ebbrezza e l’importanza di rispettare le normative stradali per prevenire tragedie simili in futuro.
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