L’allarme peste suina si estende alla Lombardia con la scoperta di nuovi focolai. Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, sottolinea l’urgenza di investimenti per migliorare la biosicurezza negli allevamenti e prevenire ulteriori danni.
La situazione attuale della peste suina
In Lombardia, cosรฌ come in altre regioni del Nord Italia, la peste suina continua a destare preoccupazione. Nelle ultime settimane sono stati individuati otto nuovi focolai: due nel Milanese e sei in provincia di Pavia. Questi episodi hanno coinvolto un totale di 19.179 suini, contribuendo ad aumentare l’allarme in una regione dove vengono allevati 4,4 milioni di capi, pari al 47% del totale nazionale.
L’appello di Coldiretti
Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha lanciato un appello chiaro e diretto, sottolineando la necessitร di investimenti immediati per migliorare la biosicurezza negli allevamenti. Secondo Prandini, non รจ piรน accettabile assistere passivamente all’abbattimento di migliaia di animali sani. La vera innovazione, ha affermato, risiede nella prevenzione della diffusione della malattia.
Report della Commissione Ue
Nel frattempo, gli esperti dell’Eu Veterinary Emergency Team della Commissione Ue hanno completato una verifica in Lombardia ed Emilia-Romagna, elaborando un report che suggerisce un miglioramento della strategia di controllo della peste suina nel Nord Italia. Questo report evidenzia la necessitร di azioni piรน efficaci per contenere la diffusione della malattia e proteggere l’industria suinicola.
Impatti sulla Regione
La Lombardia รจ una delle regioni piรน colpite, ma il problema si estende anche a Piemonte, Emilia-Romagna, Liguria e Toscana, dove a fine luglio sono stati scoperti ulteriori focolai. Dal 2021, solo in Lombardia, sono stati soppressi 46.000 cinghiali, un numero che riflette l’entitร della crisi sanitaria che sta colpendo il settore.
In conclusione, l’espansione della peste suina in Lombardia e nelle regioni limitrofe richiede un intervento tempestivo e coordinato per prevenire ulteriori danni economici e sanitari. Le parole di Ettore Prandini e il report della Commissione Ue sono un chiaro segnale della necessitร di un’azione rapida ed efficace per contenere questa grave minaccia.
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